PREGHIERA DI UN ERGASTOLANO

grata-cielo

Il cielo oltre la grata

 

 

Di Salvatore Diaccioli

 

PREGHIERA DI UN ERGASTOLANO

Ascolta o mio Dio,

io non ho mai parlato con te.

Voglio soltanto salutarti,

a proposito come stai?

Sai qualcuno mi aveva fatto credere

che tu non esistessi

ed io “povero sciocco” credetti che fosse vero!

La sera quando mi avvio ad andare a letto,

dalla mia finestra <<ahimè!>> con l’inferriata

vedo il tuo cielo.

Non avrei mai immaginato che per vederti

mi bastasse stendermi sul letto.

“Complimenti per la casa che hai”

hai scelto un bel posto

pieno di enormi e belle nuvole…

Lo so che sei molto arrabbiato con me,

e non so  nemmeno se ora ti va di darmi una mano,

spero però che almeno mi comprenderai.

E’ molto strano che prima non ti abbia mai incontrato,

ma forse non volevo incontrarti talmente

ero accecato dai peccati che commettevo.

Credo che noi due nonostante tutto,

abbiamo qualcosa in comune…

Fu quando venisti sulla terra, fosti imprigionato

e crocifisso (e a te tutto sommato è andata bene),

e non per casualità ti ho incontrato

in un luogo che sprigiona sofferenza

(cosa che tu hai già patito), mentre io continuerò

quello che tu mi hai lasciato in eredita,

cioè l’essere prigioniero fino alla morte.

Bene… ho già detto tutto.

L’offensiva della notte mi attende,

tra poco i fantasmi del mio passato

assaliranno la mia quiete.

Posso dirti, però, che da quando

ho scoperto che tu mi sei vicino  non ho più paura,

prima di addormentarmi non voglio

dimenticarmi di chi amo tanto!

Lo scontro stanotte sarà terribile…

Lo so… Lo so non sono mai stato un tuo amico,

però, sono certo che mi riserverai

un posto importante se arrivo da te.

No… Non sto piangendo… magari lo dovrei fare,

“e lo dovrei fare talmente tanto da inondare

il mondo intero”, ma sai bene che non ho più lacrime

avendole consumate durante la mia

patita sofferenza “infantile” e “adolescenziale”.

Come vorrei un giorno pieno di luce

e di speranza per me e per tutte le

persone che hanno e vivo nelle

mie condizioni di vita e di

sofferenza.

Magari per i nostri cari, per i nostri figli e nipoti.

Tardi ti ho scoperto… quanto mi dispiace.

Adesso perdonami, il sonno si sta impadronendo di me…

Che strano! Per la prima volta mi addormento

senza paura della notte.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

 

Fonte: srs di Salvatore Diaccioli,   da LE URLA DEL SILENZIO del 12 aprile 2012

Link: http://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/04/24/preghiera-di-un-ergastolano-di-salvatore-diaccioli/

 

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