INTERVISTA AL RICERCATORE SARDO LEONARDO MELIS.

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Leonardo Melis

 

 

Benvenuto su U.R.N. Sardinnya,

 

La scienza, le arti e le culture in generale richiedono una dimensione ideale che nella ricerca (sia essa giusta o sbagliata) trova lo stimolo per il progresso. Senza ricerca dunque non c’è evoluzione e senza il relativo dibattito non c’è il miglioramento delle valutazioni (come nel campo archeologico) sui contorni storici del nostro passato. Quando ha capito nella sua vita che il suo interesse per la Sardegna si sarebbe tradotto nella sua opera di divulgazione?

 

La mia preparazione con gli studi classici effettuati presso il Collegio Salesiano di Lanusei (dove studiarono Lussu, Lilliu e tante altre teste pensanti di illustri Sardi) mi diede la necessaria preparazione per poter affrontare un ulteriore approfondimento della nostra Storia, andando oltre i testi selezionati dal periodo fascista esclusivamente indirizzati alla gloria di Roma e della Storia Classica Greco-Romana. Il mio successivo vagare per il mondo, grazie anche al mio lavoro, mi aiutò a confermare i miei sospetti che qualcosa ci era stato nascosto. La scoperta di siti e di testi tutt’oggi vietati nelle scuole italiche fecero il resto.

 

Nel 2002 la pubblicazione del suo libro “Shardana: I Popoli del Mare” per la PTM Editrice di Mogoro, nonostante il buon successo editoriale, ha inaugurato una trafila di dure polemiche nel mondo accademico Sardo. Quali sono i motivi di questi attacchi al suo lavoro?

 

In Francia ho presentato lo scorso anno la versione francese: “Shardana – les Peuples de la Mer”, e questa è stata una delle domande più frequenti. Anche all’estero sanno di questa diatriba, che del resto traspare dai miei scritti. Il motivo scatenante? Intanto il proliferare di autori che scrivono su questo argomento, dopo il 2002. Il maggior indiziato è comunque Leonardo Melis. Indiziato di cosa? Del fatto che ha ribaltato tutti i concetti espressi fin’ora dalla storiografia e archeologia ufficiale.

I Sardi NAVIGATORI, e non “con le spalle rivolte al mare”. I Sardi DOMINATORI e non da sempre dominati. I Sardi con una SCRITTURA e non analfabeti da sempre. I Sardi veri protagonisti di quei periodi storici indicati come Fenici o Cartaginesi. Lo smascheramento dei Fenici, popolo inventato di sana pianta dai Greci prima e dagli archeologi poi.

La scoperta di documenti scritti e di siti sconosciuti, come la piramide a gradoni di Pozzomajore e il relativo documento scritto. Che cancella definitivamente un’ipotesi di colonizzazione e presenza “Fenicia” in Sardinia.

La denuncia, nel 2005, sull’occultamento delle Statue di Monti Prama. Denuncia poi ripresa da giornali e movimenti di opinione a tutti i livelli.

Ed a proposito di denunce, è stata inviata ai Parlamentari Sardi e al governatore della Regione, oltre che alle sovrintendenze, con più di 1000 firme, la denuncia della sparizione di 4 documenti scritti, fra cui il “mio” documento di Pozzomajore.

Volete che con questi fatti, gli amici “Archeobuoni”, come li chiamo affettuosamente, non ce l’abbiano con Leonardo Melis? Sapete cosa hanno fatto alla notizia della scoperta della Ziqqurat di Pozzomajore? Sono piombati al Comune infuriati “perchè la notizia non era stata data a loro prima che alla stampa”. Aggiungendo che avrebbero pubblicato una smentita sull’identificazione di quello che per loro era ed è un protonuraghe. Un protonuraghe QUADRATO e a GRADONI? Infine hanno allertato il nucleo speciale dei Carabinieri, pare.

 

Ha senso studiare la Civiltà Nuragica senza studiare i cosiddetti “Popoli del Mare” che nell’antichità solcavano le nostre acque?

 

Questa è una domanda che mi mette un poco in difficoltà. Perché personalmente non ho dati riferiti a un popolo “Nuragico” in un periodo storico e non vi è traccia nei testi antichi di un popolo con questo nome e caratteristiche. Quindi? Quindi penso che l’unica risposta è che i nuraghi siano più antichi di quanto crediamo…di un periodo non storico, ma precedente.

 

L’Egitto rimane uno dei più grandi esempi dove l’industria turistica ha subito una forte spinta propulsiva grazie all’imponente patrimonio storico-monumentale che si affaccia sul Mediterraneo. In Sardegna potremmo sperare di intraprendere analogo processo di valorizzazione e quindi di sviluppo?

 

Personalmente ho stretti contatti con il Governo Egiziano, grazie a Patrizia Pasquarella che sta patrocinando attualmente un legame Sardegna-Governatorato di Luxor. Loro ci riescono, perché i Beni Archeologici sono gestiti da Egiziani. Da noi il 90% degli addetti ai lavori (con pieni poteri) sono NON-Sardi. I beni archeologici dovrebbero tornare alla Regione Sarda. Ed essere gestiti da Sardi. Di laureati nel settore ne abbiamo a sufficienza. Purtroppo sono lì a seguire i dictat di chi è loro superiore e li costringe a raccontare ai turisti le tremende storielle di “Sardi pastori e cavernicoli” e di Fenici dominatori e portatori di civiltà. Potrei raccontare di ragazzi coraggiosi che hanno tentato di presentare tesi di laurea innovative ma, scoraggiati da chi li doveva esaminare, hanno dovuto far marcia indietro e scrivere le solite castronerie.

Spesso questi ragazzi si sono rivolti anche a me per ottenere consigli e informazioni. Ecco perché conosco queste storie.

 

Qualche volta si ha l’impressione che il carsico dibattito attorno al tema della Lingua Sarda abbia sottratto una buona dose di attenzione ad un’altro grande problema: l’assenza della Storia Sarda dalla Pubblica Istruzione regionale. Lei cosa ne pensa al riguardo?

 

Penso che la cosa dovrebbe essere presa a cuore dagli organi preposti. Io sono spesso chiamato come “Docente Esterno” esperto della materia presso le Scuole Superiori. Ma si tratta di iniziative di singoli insegnanti di buona volontà. Un Leonardo Melis, un Gigi Sanna, Bruno Vacca e qualche altro studioso innovatore. Sto appunto parlando della Storia Antica come la intendo io, non la classica Storia della “Sardegna Fenicia” o Romana o Cartaginese, Pisana… La storia dei Sardi, degli Shardana appunto.

 

Lei fu tra gli estensori della legge regionale per il riconoscimento formale della bandiera dei 4 Mori. Le ipotesi sulle origini di questo simbolo in cui oggi i Sardi si riconoscono sono diverse, qual’è la sua opinione?

 

Purtroppo vi è poca informazione. Assurdamente, io fui contestato da chi avrebbe dovuto sostenermi. Parlo delle aree dell’Indipendentismo Sardo. Il motivo? I “battor Moros” sarebbero d’importazione. Spagnola nella fattispecie. Ciò è assolutamente non vero e posso provarlo. I “Mori Bendati” erano presenti in tutte le famiglie nobili d’Europa già ai tempi delle Crociate. Il gran maestro dei Templari (il primo) Hugo de Payns, aveva come stemma i Mori Bendati. Il numero non era importante. A Cagliari vi è uno stemma nel palazzo Brondo con cinque Mori. Il moro bendato stava ad indicare che quella famiglia o reame poteva gloriarsi di un antenato Crociato. La stessa Eleonora d’Arborea è rappresentata con una veste ornata di Croci Templari. I Judikes Sardi erano Templari. Gonario di Torres era Templare, amico di Bernardo di Clairvaux, l’ispiratore dell’Ordine. I Templari facevano sosta in Sardinia quando salpavano da Aigue Mortes per andare in Terrasanta.

Ipotizziamo quindi di conseguenza che i Mori bendati fossero appartenuti ai nostri Judikes. Questo non esclude che comunque si fregiassero anche di altri simboli, fra cui l’Albero Sradicato (altro segno Templare).

 

La scoperta della scrittura “nuragica” potrebbe ribaltare molti convincimenti della storiografia ufficiale. In base alle sue valutazioni, ci sono seri fondamenti al riguardo?

 

La mia stessa scoperta del documento di Pozzomajore aumenterà questi “seri fondamenti”. Lo stesso amico Gigi Sanna mi dice che si tratta del “Documento definitivo”. La prova probante dell’esistenza di una scrittura “Nuragica” dice lui. SHARDANA dico io. Sarda comunque.

 

Kum Salude.

 

La ringraziamo per il suo contributo.

A cura di Bomboi Adriano – Luglio 2010.

U.R.N. Sardinnya ONLINE – Nazionalisti Sardi

www.sanatzione.eu

urn.mediterraneo@gmail.com

Per reperire le pubblicazioni dell’autore:

www.ptmeditrice.com/

www.librisardi.it/

www.shardana.org/

 

ps

 

Leonardo Melis, Nato a Setzu, il più piccolo Comune della provincia di Cagliari, uno dei paesi più antichi della Sardegna (Setzu = Su Etzu = l’Antico) ai piedi della Jara.

Da 25 anni vive a LACONI.

Promotore della Legge sulla Bandiera Sarda, presentata dal Partito Sardo in Regione.

Presidente (uno dei primi) della Consulta Territoriale sulla Cultura e la Lingua Sarda.

Ideatore del romanzo storico “Shardana”, scritto dall’amico V. Melis

Ha dedicato trent’anni alla ricerca sui Shardana e i Popoli del Mare, viaggiando continuamente dalla Sardegna all’Egitto, alla Francia, la Corsica, l’Italia, la Spagna, l’Inghilterra… sulla traccia lasciata dalla Tribù Perduta di Dan. Raccogliendo documenti, nomi, tradizioni, usi e costumi inerenti una Cultura comune, che riportava regolarmente ai mitici Sher-Dan, i Principi di Dan!

Il suo libro “Shardana i Popoli del Mare”, 6 ristampe e 3 edizioni in due anni, diecimila libri in totale, ha cambiato il modo di scrivere la Storia e ha dato una svolta definitiva al concetto di Sardi dominati e colonizzati.

Un nuovo orgoglio della Sardità è quanto Leonardo Melis sta restituendo ai Sardi di tutto il mondo.

 

 

 

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