STORIA DI COME È NATO IL “SIONISMO”… OVVERO: “SE GLI EBREI NON SONO EBREI MA KHAZARI CONVERTITI..”

simboli-ebraici

 

 

….iniziamo con il cercare di capire come e quando è nato questo sionismo.

 

Solitamente si ritiene che esso sia originato da un filone di pensiero, sorto all’interno della comunità ebraica, verso i primi anni del secolo scorso (od alla fine del precedente) ed abbia trovato una sua prima attuazione concreta nella fondazione di Israele. Questo fatto è stato comunque accompagnato da una forte crescita dell’influenza di un certo “ceto” ebraico nel campo economico e della finanza mondiale. Il nido in cui tale influenza ha potuto svilupparsi si trova negli USA, il cuore dell’America, ed in parte anche in Inghilterra. Fu proprio in seguito a questa forte influenza che l’Inghilterra acconsentì alla cessione della Palestina, al termine del secondo conflitto mondiale, affinché gli ebrei (vittime di persecuzioni e sterminio) potessero fondare (o rifondare) una loro patria. La famosa “terra promessa”… Ed il ritorno in quella casa ideale avvenne con una celere penetrazione e occupazione del territorio palestinese, considerato “proprio”.

 

E la nascita d’Israele, il necessario caposaldo per creare un precedente e stabilire un percorso futuro, sancì di fatto l’attuazione del sionismo. Una terra è come un tempio, se si possiede un tempio la religione viene santificata altrimenti è solo un’ipotesi. E l’identità sionista aveva ed ha bisogno proprio di questo: un tempio simbolo dell’avverarsi delle promesse del dio Jawè. Un ritorno alla casa madre dopo la diaspora provocata dalla distruzione del tempio ad opera di Tito.

 

Ma attenzione la diaspora ebraica in realtà non fu causata specificatamente dalla distruzione di Gerusalemme. Questo fatto militare contribuì soltanto ad incrementare un processo che era già avvenuto ed era in corso da secoli. La diaspora, od il nomadismo, degli ebrei era una componente della loro cultura, L’origine semitica pastorale di questa tribù patriarcale e la tendenza a vagare cercando nuovi pascoli era ben radicata nel dna ebraico. Il popolo ebraico, suddiviso in varie famiglie, era già sparso in tutto il mondo conosciuto allorché alcune sue bande presero ad insediarsi in Palestina, contrastando e sottomettendo gli agricoltori autoctoni, quelli che avevano costruito le prime città dell’antichità (ricordate la storia di Gerico?).

Questa spinta espansionistica e la considerazione di avere un diritto, garantito dal loro dio, di appropriarsi dei beni altrui, ed inoltre la “distinzione” settaria che rendeva gli ebrei diversi da ogni altro popolo fece sì che nella loro cultura si affermasse la convinzione, un credo, che poneva il popolo eletto ad di sopra di ogni altro essere umano. Non me lo sto inventando, basterà leggere la bibbia e la torah per rendersene conto. Ma questo ora non c’entra con il mio discorso.. ritorniamo al tema principale.

Comunque un’ultima considerazione mi sia consentita. Per gli ebrei il fatto di considerarsi appartenenti ad una “unica” cultura, condivisa per trasmissione genetica, fece sì che il legante religioso fosse abbastanza forte da mantenere il senso della nazione e della comunità, pur non vivendo nella stessa terra. E questo è un punto saliente. Ma questo attaccamento ancestrale alle proprie radici etniche non è ancora la causa originaria del sionismo… Tutt’altro! Infatti per i veri ebrei, quelli nati e vissuti secondo la tradizione, il sionismo viene visto come una sorta di devianza, una eresia. Come lo fu l’eresia cristiana e maomettana. Infatti sappiamo bene che queste due religioni sorsero come varianti dell’ebraismo.

 

Ma cosa e chi intendo per “ebrei veri”? Non intendo riferirmi semplicisticamente a quegli ortodossi, con barboni e palandrane nere, che folkloristicamente si lamentano al muro del pianto, mi riferisco in generale a tutta la “gens” di origine ebraica, sia quella antecedente che quella successiva alla “diaspora” (del ‘70 d.C.). Sono i discendenti degli ebrei sparpagliati in tutto il mondo conosciuto dell’antichità, dalla Persia alla Grecia, dall’Egitto all’Italia, etc. ma tutti questi ebrei, meglio: i loro discendenti, sono oggi una minoranza ristretta della comunità internazionale giudea.

 

In verità questi ebrei “originali” sono oggi fra i più accaniti oppositori del sionismo. Ed il motivo è semplice: il sionismo nasce da elementi non ebraici.

Il sionismo sorge in un contesto razziale diverso da quello ebraico, è il risultato di una rivalsa storica da parte di “conversi” di origine caucasica turcomanna, che abbracciarono nel 740 della nostra era (sotto il Khagan Bulan) la “fede” del popolo eletto (per un malaugurato errore di alcuni rabbini), semplicemente per convenienza politica, per questioni di potere, per mantenere una differenziazione fra i due blocchi “religiosi” che allora si contendevano il dominio della terra: i musulmani ed i cristiani.

 

Questi “conversi”, un intero popolo, i khazari (o cazari), formarono la componente ebraica dell’Europa orientale. Il sionismo comincia da loro, anche se non era ancora chiaro come modello. Infatti si sa che gli ultimi saranno i primi e che i nuovi aderenti ad un credo divengono spesso i più fanatici, anche perché sanno di non averne realmente diritto e quindi se lo conquistano con un reiterato zelotismo ed odio sia nei confronti degli opponenti originari, i cristiani ed i musulmani, sia contro i loro “fratelli maggiori” gli ebrei originari. Sono i successori di questi sedicenti ebrei (cosa contraria alla legge giudaica), che oggi compongono la schiera dei banchieri e finanzieri che dirigono la politica e l’economia e che hanno creato il fulcro sionista in Israele e che sono diventati la “maggioranza” del popolo eletto….

 

Tanto per fare chiarezza…

Paolo D’Arpini

……………………………..

Articolo collegato: http://paolodarpini.blogspot.it/2013/03/popolo-ebraico-non-esiste-lo-afferma.html

Altro articolo: http://paolodarpin http://paolodarpini.blogspot.it/2013/01/gli-ebrei-orientali-ashkenaziti-non.htmli.blogspot.it/2013/01/gli-ebrei-orientali-ashkenaziti-non.html

 

Fonte: srs di Paolo D’Arpini, da Circolo Vegetariano del 25 dicembre 2013

Link: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2013/12/25/storia-di-come-e-nato-il-sionismo-ovvero-se-gli-ebrei-non-sono-ebrei-ma-khazari-convertiti/

 

POPOLO EBRAICO – UNA INVENZIONE DEI SIONISTI

 

ebrei

 

 

Contesto
Professore di storia presso  Università di Tel Aviv Shlomo Sand nel suo libro ” Chi ha inventato il popolo ebraico” sostiene che gli ebrei come un popolo distinto non esiste. A suo parere, il popolo ebraico fu inventato dai sionisti per giustificare la  presenza sul territorio di Israele. Le idee del professore hanno causato un sacco di polemiche a seguito della quale il professore ha dovuto anche negare  che il suo libro è un invito per la distruzione di Israele. In un’intervista a “Time News” Shlomo Zand ha detto che Israele dovrebbe smettere di chiamare se stesso uno stato ebraico, e di diventare un paese che è aperto a tutte le nazionalità. Questa è una possibilità per la sopravvivenza di Israele.
– Il tuo ultimo libro provocato polemiche nella società israeliana.L’oggetto della critica ha il suo stesso titolo: “. Chi ha inventato e come il popolo ebraico” Sei sicuro che la parola “inventata” in questione?

– E ‘la parola giusta. Il concetto di “popolo” – in sé un’invenzione degli storici, hanno applicato retroattivamente a diversi gruppi di persone. In questo senso, tutte le nazioni del mondo sono stati “inventati”. Credo che 300-400 anni fa, questo concetto non esisteva, erano comunità etniche. Popolo ebraico è stato “inventato” dagli storici così come, ad esempio, gli storici di Francia “inventato” il popolo francese nel XIX secolo. La differenza, tuttavia, sta nel fatto che sono riusciti a trasformare il concetto di “popolo” nella realtà: hanno non solo lo Stato, ma anche della comunità linguistica e culturale.

 

– E il popolo ebraico – non è persona “reale”?

– No. Popolo ebraico – dalla nostra giornata ai tempi biblici – è un’invenzione dei sionisti. Ma non sono riusciti a trasformare il concetto di “popolo ebraico” in realtà. E ‘stato due persone: palestinesi e israeliani. Ma non ebraica.  Con tutto il rispetto a tali figure, come Woody Allen (il più famoso regista americano -. Ndr). E Jerry Seinfeld (il famoso comico americano -. Ndr)., Non ero con loro niente. Sì, ci sono alcuni codici culturali comuni dei nostri genitori, per esempio – l’umorismo in yiddish, ma queste persone non fanno parte del mio popolo, che sono americani. Non parlano l’ebraico, che non hanno familiarità con la letteratura israeliana, e non li interessa …

Quando si dice “il popolo francese”, o “tedeschi”, o italiano, “è necessario rendersi conto che si tratta di un gruppo di persone con le regole comuni non era religioso e secolare. E ‘la lingua, la cultura, le tradizioni culinarie, musica, poesia e così via. Questo è il popolo russo, anche mille – duemila anni fa non esisteva, perché la maggior parte degli agricoltori non parlano lo stesso dialetto, non so nemmeno io che sono russo.

 

– Come, allora, di essere con l’identità ebraica? Ebrei che vivono, ad esempio, negli Stati Uniti, si considerano gli americani, ma non smettere di sentirsi ebreo …

– Poiché la maggior parte di loro stanno giocando il ruolo della religione e delle tradizioni religiose. Ma la religione non è sufficiente per essere una parte del popolo. Per esempio, John F. Kennedy, il primo presidente cattolico degli Stati Uniti. Aveva radici irlandesi. Chiunque e non sarebbe venuto a credere che Kennedy non era un americano. Barack Obama – le radici del Kenya. Ma lui è un americano! Il senatore Joe Lieberman, che correva per il vice presidente nel 2004, i seguaci del giudaismo. Dal punto di vista della religione, era un Ebreo. Tuttavia, essa appartiene al popolo americano.

Che cosa, è rimpatriato in Israele? Smettiamo di ingannare testa. Questo concetto – “il popolo ebraico” – è necessario per fornire pro-sionista hall a Washington. Sionisti creato una nazione, ma non ebraica e israeliana. Noi, il popolo di Israele hanno una lingua comune, una passione condivisa per il calcio … Non rido! Chi vive qui sa che il calcio – è anche parte del paesaggio culturale locale … Io affermo che gli ebrei non hanno comune identità nazionale ed etnica, e c’è solo una religione comune.

 

– Questo è il mio padre, halakhica Ebreo (Halacha – un insieme di osservanza religiosa, in cui viene fatto passare nazionalità ebraica attraverso la linea materna) Dio sa cosa generazione, uomo di mondo, il figlio di ebrei dalla Bielorussia e Ucraina, non c’è niente da fare con te, un israeliano laico, figlio di ebrei polacchi?

– No. Ci sono solo un passato comune e, forse, i ricordi di lui. Ma questo non è sufficiente per costruire il futuro. Il fatto che i nostri genitori sono dallo stesso luogo, ovviamente, ci impone una stampa. Ma il tempo fa il suo lavoro. Prendere l’etnia russa emigrato in America agli inizi del Novecento. I discendenti di queste persone oggi – al cento per cento americano. Possono avere una zuppa di Domenica per una cena in famiglia con i genitori, ma non sono russa. Cultura quotidiana vince ancora alla fine …

 

– Come, allora, solo per citarne alcuni israeliani di lingua russa? Alcuni di loro hanno vissuto in isolamento, non parla l’ebraico, guardare la TV russa, leggendo i giornali russi. Molti di loro sono ebrei halachiche, ma pochi di loro sono interessati a ciò che sta accadendo in Israele …Secondo te, è che queste persone – rappresentanti del popolo russo.

– Proprio così! Solo qui i cattivi-semiti in Russia ha rifiutato di riconoscere il loro parere! Sono russa, e non c’è vergogna! I loro figli sono: sono l’apprendimento nelle scuole israeliane, per lo più in ebraico è molto meglio che in russo. Ilya Ehrenburg una volta ha detto che fino a quando gli antisemiti nel mondo sono, egli chiama se stesso un Ebreo. L’identità nazionale non può essere basata sulla negazione di qualcosa che è molto pericoloso. Questo non è un tappo, che può essere sostituito con un altro o semplicemente gettati via. Lingua russa israeliani che vivono in un ghetto culturale, collegato con il popolo russo, sono collegati con esso, si stabilirono nel pallido anche prima che ci è venuto russo.

 

– L’idea del sionismo era di ritorno in patria degli ebrei, sparsi in tutto il mondo. Questo è il principio che ha creato lo Stato di Israele. Lei afferma che si tratta di un mito?

– Il mito dall’inizio alla fine. L’espulsione degli ebrei – un mito. Nessuno Romani espulso. Nel corso degli ultimi duemila anni, non c’era un libro scritto su questo argomento! Non ci sono prove di questo, nessun documento storico, non un lavoro scientifico in materia.

 

– In tal caso, due domande: Che cosa è successo alla comunità locale e nel mondo in cui ci sono stati così tanti ebrei? Come, poi, si diffuse in tutto il mondo?

– La risposta alla prima domanda si diedero sionisti, che è arrivato qui nel XIX secolo. Si e detto che gli agricoltori locali arabi sono discendenti degli antichi ebrei. Io non credo che questo è necessariamente così. Questa terra ha visto molti invasori, e ognuno di loro lasciando l’impronta della sua presenza. Ma non ho dubbi che alcuni attivisti di Hamas da Hebron molto più simili a quelli antichi ebrei di me. In generale, la maggior parte della popolazione locale si convertì all’Islam nel VII secolo, ed è stata una buona ragione. In primo luogo, l’Islam, a differenza del cristianesimo, ha affermato che Dio aveva un figlio. In secondo luogo, all’inizio di quello che ha passato nella fede musulmana, non porta un pesante fardello di tasse. Oggi, se gli israeliani sarebbe offerto agevolazioni fiscali in cambio per la conversione all’Islam, oltre il 50% sarebbe disposto a immediatamente! Anche gli israeliani di lingua russa sarebbe andato a lui, a dispetto della loro complessa relazione agli arabi (ride).

Per quanto riguarda il cosiddetto reinsediamento in massa degli ebrei in tutto il mondo, allora non c’era. Ebraismo semplicemente diffuso in tutto il mondo, molte altre religioni. Dove regni locali o principati di conversione al giudaismo, là e creare un centro di presenza ebraica in futuro.

 

– Khazar regno, per esempio?

– Anche se lo è. E in un altro modo non si può spiegare la presenza di ebrei in Europa orientale. Roots ashekenazskogo (evropeyskogo. – ndr). Gli ebrei non sono in Germania Ovest, come comunemente si crede. Non è logico per niente, dal momento che l’Europa occidentale – Germania, Inghilterra – è stato più sviluppato di quello della Polonia, ma gli ebrei Ashkenazi fiorì proprio in Europa orientale. Khazar regno unito tribù, tra cui quelli del VIII secolo, e gli ebrei. E ‘stato un potente regno. Gerusalemme fondato il non-ebrei, lo cogliere. Ma vi è un’alta probabilità che sia stata fondata da ebrei di Kiev. Kiev è stata fondata dal regno Khazar. Nel XII secolo, i mongoli spinto i Khazari dalle loro sedi, e poi in Lettonia, Polonia e Ucraina ha cominciato a comparire comunità ebraiche.

 

– Parlando del popolo palestinese, creato dai sionisti, che cosa vuoi dire?

– L’emergere del sionismo in Israele e le loro attività nel corso degli ultimi 100 anni, violare gli interessi dei residenti locali, che alla fine si sono rivolti nella nazione. Ci letteratura palestinese, il dialetto locale della lingua araba, la mentalità, che è diverso dalla mentalità di persone in altri paesi arabi.

 

– Può essere sia Israele ebraico e stato democratico?

– No. Se lo stato si definisce come “ebraico”, non può essere uno stato di tutti i suoi cittadini, come si definisce il 25% della loro popolazione come non-ebrei. Israele si deve dichiarare una repubblica per tutti i cittadini israeliani. Dovrebbe essere un Paese prima della guerra del 1967, in cui ogni cittadino si hanno gli stessi diritti, indipendentemente dalla loro fede, e la religione, a sua volta, non sarà più parte dello stato. Ammettere che lo “stato ebraico di Israele” non ha futuro – popolazione araba, una volta semplicemente sorpassare ebraica.

 

– Lei è a conoscenza della poeta nazionale palestinese Mahmoud Darwish. Inoltre, il suo famoso poema “Il soldato, che sognava di gigli bianchi” – su di te …

– Ho soggiornato con lui quel giorno. Abbiamo parlato tutta la notte … Ero in depressione, voleva lasciare Israele, e mi ha convinto a restare. Di giorno, mi ha svegliato e mi ha dato questa poesia …

 

– Tu sei nato in Austria, in un campo profughi. Il modo in cui i tuoi genitori in Israele era attraverso Samarcanda. Fatecelo sapere …

– I miei genitori erano ebrei polacchi di Lodz. La loro prima lingua era lo Yiddish. Hanno vissuto lì fino a dicembre 1939, mentre in Polonia i nazisti venuto. Un giorno mio padre è venuto in città e vide i soldati ubriachi appesi nella via principale dei due ebrei. Ha preso la sua famiglia e fuggì con lei ad est, dove l’Armata Rossa. Fortunatamente per lui, per un breve periodo di Stalin ha dato il permesso ebrei polacchi stabilirsi in Unione Sovietica. Così erano in Uzbekistan, mia sorella è nata lì. Nel 1945, la mia famiglia tornò in Polonia, ma non poteva rimanere lì ed è finito in un campo profughi in Austria a Linz. Sono nato nel 1946 e nei primi due anni della sua vita nel campo. Alla fine del 1948, i miei genitori emigrarono in Israele. Che immigrati e non rimpatriati, semplicemente perché non avevano altro posto dove andare.

 

Intervistato da Dmitry Dubov, Tel Aviv
” Notizie Tempo ”

 

Fonte: da Paolo D’Apini del 26 marzo 2013

Link: http://paolodarpini.blogspot.it/2013/03/popolo-ebraico-non-esiste-lo-afferma.html

 

 

GLI EBREI ORIENTALI (“ASHKENAZITI”) NON SONO EBREI

 

khazaria

 

 

Un mosaico genetico con decisivi apporti da antiche popolazioni originarie del Caucaso, europee e mediorientali: è quanto risulta da uno studio che ha ricostruito le origini degli ebrei dell’Europa orientale, le cui ascendenze sono ancora oggetto di dibattito.

 

La ricerca – condotta da Eran Elhaik della Johns Hopkins University Bloomberg School of Public Health, e pubblicata sulla rivista “Genome Biology and Evolution” – permette di fare un significativo passo avanti nella definizione della controversia fra le due ipotesi attualmente in campo, portando dati a sostegno di quella che sostiene un’ascendenza molto più complessa per gli ebrei dell’Europa orientale rispetto a quelli dell’Europa centrale. (Proprio per questo motivo l’autore evita espressamente il termine “ashkenaziti”, con cui si è soliti riferirsi agli ebrei dell’Europa centro-orientale come se fossero un unico gruppo uniforme.)

 

Secondo la cosiddetta “ipotesi renana”, infatti, gli ebrei europei discenderebbero da quelli che, nel VII secolo, lasciarono la Palestina in seguito alla conquista musulmana, per trasferirsi in Europa, in particolare nella Renania. Nel corso del XV secolo, circa 50.000 ebrei  lasciarono poi questa regione per spostarsi a est.

 

L’ipotesi alternativa è quella “cazara”, secondo la quale la fioritura demografica degli ebrei dell’Europa dell’Est avrebbe ricevuto un decisivo contributo dai Cazari, una confederazione di tribù di origine turca, iraniana e mongola che vivevano in quella che oggi è la Russia meridionale, e che fra il VII e il IX secolo si convertirono al giudaismo.

 

In seguito al crollo dell’impero cazaro, arrivato ad estendersi dall’Ucraina fino al lago Aral, le popolazione cazare, amalgamatesi anche con armeni e georgiani, a partire dal XIII secolo si dispersero in tutta l’Europa orientale.

 

I principali flussi migratori che hanno dato origine alle popolazioni di ebrei dell’Europa orientale. (Cortesia Eran Elhaik / Oxford University Press)Per quanto l’ipotesi renana sia stata spesso considerata la favorita, essa si scontra con una difficoltà: questo gruppo fortemente endogamico sarebbe riuscito a prosperare al punto tale da toccare, all’inizio del XX secolo, gli otto milioni di persone: un’espansione demografica che lascia perplessi se si considera il continuo succedersi di guerre, epidemie, persecuzioni e difficoltà economiche a cui gli ebrei sono stati esposti in quei secoli.

 

Benché il genoma degli ebrei dell’Est europeo sia uno dei più studiati, determinare il peso del contributo degli antichi cazari al loro patrimonio genetico è stato ostacolato da un lato dalla scomparsa dei Cazari come gruppo a se stante, e dall’altro da una carenza di dati genetici relativi alle popolazioni del Caucaso che più verosimilmente possono portarne ancora le tracce.

 

La ricerca di Elhaik ha cercato di porre rimedio a questa difficoltà definendo il genotipo di 1287 soggetti appartenenti a 9 popolazioni ebraiche e 74 non ebraiche, e controllando 531.315 polimorfismi a singolo nucleotide (SNP).

 

I risultati, analizzati con complesse procedure statistiche, appaiono coerenti con l’ipotesi cazara, poiché mostrano una complessa ascendenza multietnica, e in particolare una stretta relazione genetica tra ebrei dell’Europa orientale e le popolazioni del Caucaso.

 

Elhaik sottolinea che questo genere di studi, oltre ad avere un interesse storico, hanno anche un valore molto pratico: “Gli epidemiologi che studiano malattie genetiche sono costantemente alle prese con domande relative alle origini e all’eterogeneità delle popolazioni. Spero che questo lavoro apra una nuova era negli studi genetici, nella quale la stratificazione della popolazione possa essere utilizza in modo più corretto”.

 

Fonte originale: (http://gbe.oxfordjournals.org/content/5/1/61.full)

 

Fonte: da Paolo D’Arpini   del 19 gennaio 2013

Link: http://paolodarpini.blogspot.it/2013/01/gli-ebrei-orientali-ashkenaziti-non.html

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