LA PIETRA DELLO SCANDALO – ECCO L’ANTICA E SORPRENDENTE ORIGINE DI QUESTA DIFFUSISSIMA ESPRESSIONE.

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La pietra dello scandalo presente nella Loggia del Mercato Nuovo, a Firenze (popolarmente è conosciuta come la Loggia del Porcellino)

 

LA PIETRA DELLO SCANDALO: SIGNIFICATO

Spesso usiamo, o sentiamo, l’espressione “ESSERE LA PIETRA DELLO SCANDALO”: perché, da cosa nasce e cosa c’entra la pietra?

Nell’antica Roma, i debitori insolventi ed i falliti dovevano subire una forte e pubblica umiliazione.

Questa pratica, con valore legale, era così chiamata “labonorum cessio culo nudo super lapidem” (cessione delle proprietà con sedere nudo sopra la pietra).

In quella circostanza, i commercianti disonesti, i debitori o falliti, venivano esposti ad una pubblica umiliazione.   Dovevano pronunciare apertamente, ed urlando, la seguente frase: “cedo bona” o “cedo bonis

Essa consisteva nel fatto che, davanti a tutti, per tre volte, l’interessato doveva gridare il: “cedo bona”, ossia “cedo le mie proprietà”,   ossia alla cosiddetta “cessione dei beni, a natiche denudate, sopra una pietra”, mentre si sedeva con violenza, e con le vesti alzate, sulla pietra, con su scolpito un leone, che a Roma era davanti al Campidoglio, tutto ciò di fronte ad una folla che lo scherniva….

L’origine di questa espressione, ancor oggi molto in uso, è quindi questa esposizione al pubblico ludibrio in forma altamente sconveniente ed alquanto ridicola. Ciò fatto i creditori però non potevano più rivalersi sul debitore se non sui beni ceduti.

Eppure l’esser costretti a questa forte pubblica umiliazione era in realtà un notevole miglioramento voluto da Giulio Cesare, che rimpiazzò una delle Leggi delle XII tavole che permettevano ai creditori addirittura di uccidere il debitore o ridurlo in schiavitù, secondo l’istituto della “manus iniectio” che assoggettava il debitore che, a quel punto, era completamente alla mercé del creditore.

Questa usanza si diffuse in tutti i territori governati da Roma e durò molto a lungo… anche dopo la fine dell’Impero.

Da essa poi sembra anche che sia nata l’altra espressione, anch’essa diffusissima e popolare, “che culo” in riferimento ad un grosso colpo di fortuna.

PS

Mi immagino, cosa sarebbe questa pietra se fosse in uso ai giorni nostri…minimo avrebbe un usura tale… da dover essere sempre velocemente ripristinata…

In prima fila, con le terga a nudo….i nostri cari politici…

Speriamo che possa ritornare in auge

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