Archivi categoria: Informazione e giornalismo

I RIPETITORI TELEVISIVI DEL MONTE STOZE ( STOSSE ) DI VELO VERONESE

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I ripetitori televisivi del Monte Stosse

 

 

Monte Stoze -Velo Veronese (VR) – LATITUDINE: 45°36′ 4″ LONGITUDINE: 11°5′ 34″ Alt. Mt. 1137

 

Monte Stoze, se si esclude il Monte Venda che trasmette i canali Rai, è di sicuro la postazione più importante per la ricezione Tv nel Nord Italia.

La storia di Monte Stoze nasce leggermente dopo quella di Monte Calvarina. Ma se questa postazione è storicamente seconda nella graduatoria temporale, rimane la numero uno per i servizi che reca a Lonigo.

La Tv Svizzera fu probabilmente la prima emittente a trasmettere dal Monte Stoze, affiancata dopo un pò da Tele Monte Carlo. La tv Svizzera si riceveva convertita sul canale H2 (l’attuale 12) mentre Montecarlo sul 35.A quel tempo le prime private veronesi trasmettevano da Torricelle di Verona.

La prima tv privata ad affacciarsi a Velo fu Tele Verona sul ch 69 (Che sarebbe poi stata assorbita da rete4).

Più tardi la prima trasmissione potente che si prendeva anche con un antennino da interno fu il canale 36 di Telemilano58 (la futura Canale 5).

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STEFANO LORENZETTO – CUOR DI VENETO. ANATOMIA DI UN POPOLO CHE FU NAZIONE

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Stefano Lorenzetto   Cuor di Veneto, Anatomia di un popolo che fu nazione

 (Marsilio, 304 pagine, 19 euro)

Per capire davvero un luogo bisognerebbe esserci nati.

Stefano Lorenzetto è veneto, figlio orgoglioso di un popolo che fu per 1.100 anni nazione, e in questo libro ci racconta la controversa regione d’Italia attraverso le storie dei suoi poliedrici abitanti, eredi della repubblica più longeva mai apparsa sulla faccia della Terra:

il Beppe Grillo dei poveri, l’imprenditore che fa lavorare i matti, l’ultimo cicisbeo, la donna che lo faceva per soldi, il nuovo Marco Polo, il cercatore di ossa, lo sposo di Venezia, fino al Grande Vècio dei Serenissimi e al presidente dello Stato veneto.

Partendo dalla sua esperienza personale di povertà e fatica, l’autore smonta molti stereotipi giornalistici, per arrivare alla conclusione che non l’Italia, bensì il Veneto, è una repubblica fondata sul lavoro:

«Il lavoro non è nemmeno un dovere, per i veneti: è il senso stesso del vivere».

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IL GIORNALE L’ARENA DI VERONA E IL PIÙ ANTICO GEMELLAGGIO EDITORIALE

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Cartolina.  “Strillone e L’Arena”

 

 

Il giornale  L’Arena di Verona,  sin dalle sue  origini  è stata esposto ad usi un po’  “goliardici” nella sua immagine di giornale di informazione

 

Questa “cartolina” con pieghevole, prodotta da chi non si sa, ma che  guardando la testata  e la mancanza di  foto  ci fa capire che siamo nel primo novecento, e fa parte anche  della raccolta di  cartoline del  postino PINO BREANZA.

 

L’immagine riproduce uno strillone che grida un’ Arena del 14 novembre 1914, un giornalino vero apribile, che contiene una raccolta  di 10 microvedute di Verona.

Il giornale che tiene lo strillone sotto l’altro braccio è una copia dell’Extra Blatt «Edition Guggenheim & Co, Ziirich. Depose».

 

La “cosa”  la si può  vedere sotto un altro aspetto,  molto  più “commerciale e diffusionale”.

E stato il  primo gemellaggio editoriale

Ovvero, come si vuol dire, un “gemellaggio editoriale”  tra la ridente Verona e l’austera Zurigo.

 

 

IN NOME DELLA LIBERTÀ DI PENSIERO E DI STAMPA

Girava l’anno 2010 ma non è cambiato nulla

 

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In Francia, uno scrittore, Vincent Reynouard, padre di otto figli, è in carcere per le sue ricerche storiche.

E la stampa cosiddetta “libera” non ne parla!

 

Nato nel 1969, sposato e padre di otto figli, il Francese Vincent Reynouard è laureato in ingegneria chimica presso l’ISMRA (“Istituto delle scienze dei materiali e delle radiazioni atomiche”) a Caen in Normandia. Egli si presenta apertamente come un cattolico tradizionalista e non nasconde le proprie idee politiche ultra-conservatrici. Ma il fatto più rilevante è che egli contesta pubblicamente, per mezzo di DVD e scritti, la versione classica della storia della Seconda Guerra Mondiale. È uno di quei ricercatori che affermano di essere “revisionisti” e che sono qualificati come “negazionisti”, poiché non credono nell’esistenza delle camere a gas omicide nei campi di concentramento tedeschi.

 

Nel 2005 Reynouard ha scritto e inviato alle aziende autonome di turismo, ai musei e ai municipi un libretto di 16 pagine dal titolo “Olocausto? Ciò che se vi nasconde…”, in cui sostiene il contrario della storia accademica. La giustizia francese lo colpì immediatamente.

 

Nel 2007 al termine del processo istruito contro di lui dal tribunale penale di Saverne (Alsazia), fu condannato ad 1 anno di prigione senza condizionale, una multa di 10.000 euro e 3.000 euro di danni per la lega anti-razzista, “LICRA”. In appello, nel giugno 2008, la corte di Colmar confermò la condanna in prigione e lo condanna a pagare un totale di 60.000 euro (20.000 euro di multa + la pubblicazione forzata e spese legali). Cose mai viste!

 

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PIO XII, LE STORICHE SCUSE DELLA BBC: «ABBIAMO DETTO IL FALSO, AIUTÒ GLI EBREI»

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di Federico Cenci

 

da Zenit, 21/12/16

 

Un nuovo piccolo ma significativo passo verso la verità storica della seconda guerra mondiale è stato compiuto in Gran Bretagna, ad opera della prestigiosa Bbc. Con un gesto di onestà intellettuale, l’emittente inglese ha ammesso che un suo servizio televisivo che accusava la Chiesa cattolica di essere rimasta inerte dinanzi alle persecuzioni degli ebrei da parte dei nazisti, era basato su false notizie.

 

Il servizio in questione è andato in onda lo scorso 29 luglio, nel tg serale, durante la visita di Papa Francesco ad Auschwitz in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù. Il giornalista che stava seguendo l’evento per conto della Bbc ha così commentato: “Il silenzio fu la risposta della Chiesa cattolica quando la Germania nazista demonizzò la popolazione ebraica e poi tentò di sradicare gli ebrei dall’Europa”.

 

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MESTIERI PROSSIMAENTE ESTINTI: GIORNALISTA

 

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Fonte:  Senza Bavaglio di  sabato 12 giugno 2010

Link: http://www.senzabavaglio.info/

 

FMB: 11 SETTEMBRE PER TUTTI. O NO?

E’ passato più di un lustro dalla chiusura di uno dei primi siti “anti-italiano” per eccellenza” “FMB”, (il Falso Maurizio Blondet) alias di “fottilita.com”. Ripropongo gli ultimi suoi tre post

 

FMB: “11 SETTEMBRE” PER TUTTI. O NO?

 

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L’ho scritto infinite volte.

 

Una delle più grandi bugie che ci stanno propinando in questa italia terminale sono i ”risparmi” derivanti dall’abolizione delle province.

C’è chi dice 4 MILIARDI di euro, chi 10 o perfino 14 MILIARDI.

Addirittura un giornalista asserisce di un risparmio di ben 17 MILIARDI. Senza peraltro fornire alcuna dimostrazione matematica di tale figura.

 

http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=103549&sez=ITALIA&ctc=0

 

Sicché si tratta di una GRASSA FANDONIA. Le competenze provinciali verrebbero semplicemente riallocate altrove appresso ai relativi dipendenti. Di fatto vanificando qualunque risparmio consistente.

 

Togliere la democrazia partecipativa, “dal basso”, materializzata dalle assemblee provinciali DEMOCRATICAMENTE ELETTE è il vero e unico scopo.  Così come accorpare i piccoli comuni (il 70% sotto i 5000 abitanti) significherebbe un danno e un disagio inenarrabili per i cittadini in termini di prontezza e vicinanza delle istituzioni ai problemi della popolazione. Pensate agli anziani soli o ammalatisi e alle famiglie con problemi di tossicodipendenza o disagio mentale. Per non dire di quell’umanità dolente nelle sempre maggiori richieste di aiuto per povertà inclusi extracomunitari con difficoltà d’integrazione.

 

Il mantenimento di tutte le assemblee provinciali ci costa 60 milioni di euro ANNUALI. Cifra simile viene impiegata OGNI MESE per finanziare le missioni “di pace” in Afghanistan.

 

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