Archivi categoria: Cronaca

FOLLA A TERRALBA PER L’ULTIMO SALUTO ALL’INDIPENDENTISTA DODDORE

doddore-terralba-372x221-SARDINIAPOST

 

 

Un lungo applauso e il grido di “Libertà” e “Indipendentzia” con le bandiere dei quattro Mori, di Malu Entu e anche quelle col Leone di San Marco della Serenissima che garrivano al vento per l’ultimo saluto a Doddore Meloni, l’indipendentista sardo morto il 5 luglio in stato di detenzione al’Ospedale Santissima Trinità di Cagliari dopo 67 giorni di sciopero della fame e 35 della sete. I funerali si sono svolti questo pomeriggio a Terralba (Oristano), dove viveva con la famiglia, nella Cattedrale di San Pietro gremita di gente arrivata un po’ da tutta la Sardegna.
Doddore aveva espresso il desiderio di essere seppellito con il costume tradizionale di Ittiri, il paese in provincia di Sassari dove era nato 74 anni fa e che aveva lasciato da giovanissimo per trasferirsi a Terralba. In costume sardo, dietro la bara, anche la moglie Giovanna che stringeva al petto la fotografia di Doddore e le figlie, e dietro ancora il popolo di militanti della Repubblica indipendente di Malu Entu proclamata da Meloni nel 2008 – dopo l’occupazione dell’isola di Mal di Ventre – e decine e decine di indipendentisti con le loro bandiere.

 

Continua a leggere

Annunci

Il GEOLOGO FRANCO GANDINI MUORE SUL CAREGA DURANTE L’ESCURSIONE

FRANCO GANDINI CAREGA

Il  luogo in cui è morto Franco Gandini

 

 

Si è sentito male a Giazza, sul sentiero 276 che da Ponte Revolto arriva al passo delle Tre Croci, e per lui non c’è stato niente da fare. L’uomo, Franco Gandini, geologo 69enne di Roverè veronese, è stato soccorso dagli operatori del 118 arrivati con l’elicottero intorno alle 12, ma è morto sul posto.

Individuato il punto esatto in cui si trovava l’uomo, l’eliambulanza ha sbarcato con un verricello il tecnico di elisoccorso e, trovato un punto agevole, il medico in «hovering». I soccorritori hanno raggiunto l’uomo e sono subentrati nelle manovre ai suoi compagni che stavano cercando di rianimarlo. Purtroppo a nulla sono valsi i tentativi ed è stato solo possibile constatarne il decesso.

Un operatore del 118 è rimasto con la salma e l’eliambulanza è dovuta decollare diretta al Vallone Osanna per l’altra emergenza. Completata la missione, l’elicottero è subito tornato e ha calato infermiere e tecnico del Soccorso alpino con un verricello. La salma è stata recuperata e portata fino al Rifugio Boschetto.

Pronta a intervenire in supporto alle operazioni una squadra del Soccorso alpino di Verona.

 

Continua a leggere

SILVIO BERLUSCONI, LA VILLA SAN MARTINO DI ARCORE E LA LEGGE DEL KARMA E DEL DOLORE

casati-fallarino-minorenti

I  protagonisti della tragica vicenda: il marchese Camillo Casata Stampa, Anna Fallarino e Massimo Minorenti (nel riquadro piccolo in basso).

 

 

Berlusconi si è portato il Karma del Marchese Casati Stampa avendo acquistato, o arraffato, la villa di Arcore, dall’infante erede tutelata (per modo di dire) proprio dall’avvocato Cesare  Previti.

Gli annessi e connessi di quella truce vicenda dell’omicidio e del suicidio di via Puccini operato dal marchese Casati Stampa verso la moglie e il presunto amante. – (Il delitto di via Puccini designa un evento di cronaca nera verificatosi a Roma il 30 agosto 1970.  Si tratta di un duplice omicidio seguito dal suicidio dell’assassino) – Dolore unito a dolore in una storia inimmaginabile per quei tempi dominati dall’ipocrisia cattolico democristiana.

 

La vicenda ebbe ampia risonanza all’epoca per via dei personaggi coinvolti: il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino (Roma, 1927), sua moglie, Anna Fallarino (Amorosi, 1929) e l’amante di questa, Massimo Minorenti, voluto dal marito per porre in essere un gioco legato alla impotenza morale e mentale o forse alla ricerca di una sacralità legata alla iera porneus arcaico Mediterranea. Personaggi significativi di un’epoca di transizione dove tutto è rottura con un passato di ipocrisia e perbenismo insulso.

 

Ecco che la Villa San Martino, oggi villa di Silvio Berlusconi lungo il Lambro ad Arcore, porta con se tutta una serie di risvolti negativi e degeneri di una storia truce e pesante. Quella dimora di Arcore comporta un coinvolgimento altamente occulto da paragonarsi al  “diamante maledetto Hope”.

Continua a leggere

GRUARO – LA STRAGE DIMENTICATA DEI 28 BAMBINI ITALIANI MORTI DOPO IL VACCINO

 

bambini di gruaro

Bambini di Gruaro 

 

 

Nel 1933 nel comune di Gruaro si decise di iniziare una sperimentazione, mai riferito ciò alla popolazione, su un nuovo vaccino antidifterite.

 

La scelta nacque molto probabilmente perchè era uno dei comuni più piccoli e più poveri del Veneto.

 

L’ufficiale sanitario di allora dr. Betti Bettino all’inizio si rifiutò di vaccinare in quanto non vi erano focolai epidemici di difterite.

Il vaccino dal costo di 80 centesimi di lire verrà inoculato anche alle famiglie più povere e gratuitamente.

Il dr. Betti da pressioni del prefetto di allora fu costretto a vaccinare i bambini dai 13 mesi agli 8 anni.

 

In una settimana furono vaccinati 254 bambini.

Dopo i primi “eventi avversi” segnalati dal dr. Betti ( eritemi, esantemi, orticaria, edemi, disturbi gastrointestinali ) dopo circa 15 giorni iniziano le paralisi agli arti inferiori di molti bambini.

 

Alla fine dei 254 bambini vaccinati 28 muoiono ed altri avranno danni neurologici permanenti.

 

Tutto fu insabbiato e nessun responsabile pagò per questo atroce “delitto”.

 

Ecco il nome di molti bambini  morti

E’ doveroso ricordare questi innocenti:

Barbui Erminio (anni 4),

Basso Maria (14mesi),

Biasio Renato (20 mesi),

Biason Placida ( 2 anni),

Bonan Luigi (6 anni),

Bor­colussi Mirella (7 anni),

Bravo Giovanni (15 mesi),

Colaurri Giuseppe (3 anni e mez­zo),

Dreon Gio Barra (3 anni),

Falcomer Evelina (20 mesi),

Innocente Celso (19 mesi),

Marson Maria (2 anni),

Moro Antonietta (4 anni),

Nosella loie (19 mesi),

OclandoMaria (3 anni),

Pascherro Bruno (5 anni),

Pascheno Plinio (18 mesi),

Peresson Plinio(2 anni),

Romanin Edda (2 anni), suo fratello Sante (3 anni),

Scefanuco Imelde (4anni), suo fratello Luciano (14 mesi),

Toffoli Iole (17 mesi),

Toneacci Florida (6 anni),

sua sorella Sira (2 anni),

Zambon Caterina (16 mesi),

Zanin Maria (2 anni),

e Zanon Celia (6 anni)

 

Nella storia della difterite non un cenno a questa terribile sciagura!

 

Fonte: http://www.autismo.in/portale/index.php/vaccini-e-autismo/item/596-sperimentazione-vaccini-su-esseri-umani-in-italia-la-strage-di-gruaro

 

Fonte: da Zapping del 21 maggio 2017

Link: http://zapping2017.myblog.it/2017/05/21/gruaro-la-strage-dimenticata-dei-28-bambini-italiani-morti-dopo-il-vaccino/

 

 

 

QUANDO IVAN BOGDANOV IL TERRIBILE MI SALVÒ A BELGRADO

 

Girava l’anno 2010

 

Ivan Bogdanov

L’arresto di Ivan Bogdanov

 

 

La storia:  L’episodio l’estate scorsa raccontato su un blog. E si scopre l’altra faccia dell’ultrà serbo. «Saluto romano, Mussolini e birra E Ivan la bestia mi salvò a Belgrado» Il racconto di un veronese: « Ci minacciavano e lui ci ha tolto dai guai» «Ci ha offerto tre   birre e si è seduto con noi, poi più nessuno ci ha messo a disagio»

 

VERONA – Ivan la belva? Non sempre. A Belgrado Ivan Bogdanov ha salvato un veronese e due suoi amici da un pestaggio quasi assicurato.

È una Marassi -story al contrario quella raccontata da Z.T., 32enne di origini scaligere ma milanese d’adozione, che quest’estate alla festa della birra della capitale serba è stato preso di mira da un gruppo di giovanotti locali maldisposti nei confronti degli italiani.

 

In quell’ occasione Bogdanov si è messo in mezzo prima che accadesse il peggio: ha fatto due chiacchiere con i tre amici italiani e ha addirittura offerto un giro di birre, rendendoli così immuni da ogni attacco. Insomma, se Ivan lo conosciamo tutti nei panni del capo ultrà che spara fumogeni in campo, seduto a cavalcioni sulla rete di protezione dello stadio di Genova per aizzare i suoi quel tanto che basta a far saltare Italia-Serbia, veniamo a scoprire che lo stesso Ivan, ogni tanto  i suoi riesce anche a placarli.

 

Continua a leggere

MINIERA DI SAN JOSÈ: ROXANA GOMEZ, FIGLIA DEL MINATORE MARIO GOMEZ

 

Girava l’anno 2010

 

Roxana Gomez

Roxana Gomez

Miniera di San Josè: Roxana Gomez, figlia del minatore Mario Gomez di  anni 63, piange mentre vede su uno schermo TV  l’operazione di salvataggio del padre.

Mario Gomez è stato il nono di 33 minatori salvati dalla miniera di San Jose, dopo essere stati intrappolati da più di due mesi nel sottosuolo.

 

(AP Photo / Natacha Pisarenko)   Mercoledì 13 ottobre 2010

Fonte: clickblog.it/

Link: http://www.clickblog.it/

Link: http://www.boston.com/bigpicture/2010/10/rescued_from_a_chilean_mine.html

 

 

 

MINIERA DI SAN JOSÈ – SE FOSSE SUCCESSO IN UNA MINIERA ITALIANA, LE COSE SAREBBERO ANDATE COSÌ

 

Mario Gomez.750

Il minatore Mario Gomez di anni 63,   il più vecchio dei 33 minatori intrappolati.

 

 

giorno: tutti uniti per… salvare i minatori, diretta tv 24h: Bertolaso sul posto, Berlusconi a puttane.

 

giorno: da Bruno Vespa plastico della miniera, con ospiti i massimi esperti del settore minerario: Crepet, Barbara Palombelli, Belen e Lele Mora.

 

giorno: prime difficoltà, inizia la ricerca dei colpevoli e delle responsabilità.

BERLUSCONI, a reti unificate: “è colpa dei comunisti!”;

DI PIETRO: “Berlusconi è uno stupratore di minatori. La colpa è del conflitto d’interessi, i suoi!”;

BERSANI: “Faremo una grande manifestazione a favore delle talpe”.

BOSSI: “Sono tutti terroni, chissenefrega, lasciateli la’”;

CAPEZZONE: “non è una tragedia, è una grande opportunità, ed è merito di questo governo e di questo premier. Questa Sinistra amica di Bin Laden sa solo criticare”;

FINI: “mio cognato non c’entra”.

 

giorno: TOTTI: “Dedicherò un gol a tutti i minatori (che però sono tutti laziali)”.

 

giorno IL PAPA: “Faciamo prekiera a i minatori ke in qvesti ciorni zono così vicini al tiavolo!!”

 

giorno: speciale ‘Studio Aperto’ sulla sessualità repressa dei minatori con intervista allusiva a Bocchino. Il Giornale e Libero titolano a tutta pagina: “La miniera è di Fini!”.

 

giorno: cala l’audience, Barbara D’urso intervista i figli dei minatori: “dimmi, ti manca papà?”

 

dall’ all 30esimo giorno falliscono tutti i tentativi di Bertolaso, che così viene nominato capo mondiale della protezione civile. Dopo un mese, i minatori escono per i fatti loro dalla miniera, scavando con le mani.

Emilio Fede rende omaggio al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per l’aiuto fornito durante gli scavi.

 

Un anno dopo, i 33 minatori, già licenziati, vengono incriminati per danneggiamento del sito minerario.

 

Ma è successo in Cile…. ci siamo salvati!!!

 

Fonte: da Dagospia del 19 settembre 2010

Link: http://www.dagospia.com/

 

 

L’AFFONDAMENTO DEL TITANIC: NIPOTE UFFICIALE RIVELA, FU COLPA TIMONIERE

Titanic-589

 

“Non andava troppo veloce e non vide l’iceberg, fu un errore di manovra”

 

LONDRA – Il Titanic si scontrò con l’iceberg che lo affondò non perché l’enorme massa di ghiaccio fu avvistata troppo tardi, ma perché il timoniere aveva frainteso l’ordine che gli era stato dato ed aveva fatto girare la nave dalla parte sbagliata.

 

E’ questo il ‘segreto’ custodito per quasi cento anni dalla famiglia di uno degli ufficiali a bordo e rivelato oggi dalla nipote, Lady Louise Patten, moglie dell’ex ministro dell’istruzione britannico Lord John Patten, che ha utilizzato la storia come base per un suo romanzo. Il nonno della Patten, il comandante Charles Lightloller, era il secondo ufficiale a bordo del Titanic e aveva una conoscenza dettagliata degli eventi che portarono al tragico naufragio del transatlantico.

 

Continua a leggere