Archivi categoria: Salute e benessere

MANGIARE SANO ORA È UN DISTURBO MENTALE

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Negozio di prodotti biologici

 

 

di Mike Adams, the Health Ranger

 

L’industria psichiatrica, nel suo sforzo infinito di trasformare artificiosamente ogni attività umana in “disordini mentali”, sta ora propagandando il disordine più ridicolo che abbia mai inventato: il Disturbo del Mangiare Sano.

 

Non è uno scherzo: se ti focalizzi sul mangiare cibi naturali sei “mentalmente malato” e probabilmente hai bisogno di qualche tipo di cura chimica che includa potenti farmaci psicotropi. Scrive il quotidiano The Guardian: «La fissazione di mangiare sano può essere il sintomo di un grave disordine psicologico» e continua affermando che questo “disordine” è chiamato ortoressia nervosa, una locuzione Latineggiante che significa “preoccupati riguardo il mangiare correttamente”.

 

Ma non potevano chiamarlo semplicemente “disordine da preoccupazione sul mangiare sano“, poiché sarebbe sembrato come se non sapessero di cosa stanno parlando. Per cui l’hanno traslato in Latino, così sembra intelligente (anche se non lo è). Ecco da dove proviene la maggior parte dei nomi delle malattie: i dottori descrivono i sintomi che vedono con un nome tipo osteoporosi (che significa “ossa con dei buchi”).

 

Tornando a questa malattia inventata, “ortoressia“, il Guardian continua: «Gli ortoressici hanno delle regole rigide sul cibo. Il rifiuto di toccare zucchero, sale, caffeina, alcol, grano, glutine, lievito, soia, cereali e latticini non è altro che l’inizio delle restrizioni dietetiche. Ogni cibo entrato in contatto con pesticidi, diserbanti o che contiene additivi artificiali è inammissibile».

 

Aspetta un secondo. Allora cercare di evitare le sostanze chimiche, i latticini, la soia e lo zucchero ora fa di voi un paziente della salute mentale? Sì, secondo questi esperti. Se prestate effettivamente attenzione all’evitare pesticidi, diserbanti e ingredienti modificati geneticamente come soia e zucchero, c’è qualcosa in voi che non va.

 

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MANGIARE GORGONZOLA PUÒ ALLUNGARE LA VITA. LO DIMOSTRA UNO STUDIO SULLA PREVENZIONE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI

 

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Mangiare il gorgonzola allunga la vita. Lo dimostra un nuovo studio sugli alimenti che contengono spermidina, una molecola che fa bene al cuore e aumenta la longevità.

 

Una buona notizia per gli amanti del formaggio con la muffa, ma attenzione alla linea: se consumato con moderazione il gorgonzola può solo fare bene, ma va tenuto conto dell’alto contenuto di grassi che questo contiene.

 

Lo studio, pubblicato sulla rivista americana Nature, è stato condotto usando topi e ratti come cavie, rivelando gli effetti positivi che il consumo di questo formaggio può avere sulla circolazione.

 

La spermidina prende questo nome dai campioni di sperma nei quali fu scoperta per la prima volta. Non è solo contenuta nel formaggio ma anche nei semi di soia, fegato di pollo, piselli, mais, molluschi e crostacei. Questa molecola riesce nella riduzione della pressione sanguigna, secondo lo studio è quindi consigliato inserire questi alimenti nella propria dieta, contrastando così le malattie cardiovascolari.

 

Conferma la nutrizionista Charlotte Stirling-Reed: “È giusto che il formaggio faccia parte di una dieta bilanciata. Come ogni alimento però, va consumato con moderazione.” Mai esagerare, una regola che tutti conoscono bene, ma bisogna fare particolare attenzione al gorgonzola: “Questo formaggio – aggiunge la Stirling-Reed – contiene calcio, zinco ed altri importanti nutrienti, ma è anche saturo di calorie e grassi. Una porzione consigliata è di circa 30 grammi, magari di un gorgonzola molto stagionato, che ha anche un sapore più forte”.

 

 

Fonte: da HUFFPOST del 17 novembre 2016

 

Link: http://www.huffingtonpost.it/2016/11/17/mangiare-gorgonzola-allunga-vita_n_13047478.html?ncid=fcbklnkithpmg00000001

 

CREDEVO FOSSE URANIO … INVECE ERA UN VACCINO

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Cento sedute e tre anni di lavoro: tanto ha impiegato la Commissione parlamentare d’inchiesta sui danni provocati ai nostri soldati dall’uranio impoverito, per giungere poi alla conclusione che l’isotopo utilizzato per rendere più pesanti e penetranti i proiettili e i missili, non aveva alcuna colpa nell’aumento dell’incidenza di patologie tumorali ai danni di militari italiani impegnati in missioni internazionali. Ma andiamo con ordine.
Nel 1999, con la fine della guerra nel Kosovo – e poi negli anni successivi con l’aumento del dispiegamento di soldati italiani in teatri di guerra all’estero – si è registrato un preoccupante aumento dell’insorgenza di tumori (specialmente leucemie e linfomi) ai danni di militari del nostro Paese, nei mesi successivi al loro rientro in patria. Secondo dati recentemente resi pubblici dall’Associazione dei familiari delle vittime, si sarebbe registrato un totale di 200 decessi e di 2.500 casi di malattia. Non conosciamo la fondatezza di questi dati. Quello che conosciamo è il colpevole, il mostro sbattuto in prima pagina dalla stampa fin dall’inizio di questa storia: l’uranio impoverito.
In sostanza, secondo queste ricostruzioni, i nostri soldati schierati su terreni nei quali erano stati disseminati proiettili all’uranio impoverito, sarebbero stati esposti a radiazioni fatali. Lo stesso sarebbe accaduto in Sardegna, agli abitanti nei dintorni del Salto di Quirra, dove nel poligono militare si sarebbe fatto ampio uso del munizionamento incriminato.

 

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LEGUMI – PERCHÉ È MEGLIO EVITARLI

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I legumi più comuni sono la soia, i fagioli, le lenticchie e le arachidi. Molti legumi sono altamente tossici quando non cotti.

 

I fagioli crudi possono uccidere i topi in due settimane se somministrati in quantità pari all’1% della dieta.

 

Molte di queste tossine possono essere eliminate durante la cottura, ma non tutte.

 

Fino a 15 ani fa, le importazioni di fagioli rossi in Sud Africa erano (legalmente) proibite per la potenziale tossicità sull’uomo.

 

I legumi sono tossicologicamente simili ai cereali.

 

Come il grano, i legumi sono mangiati dagli erbivori e per questo hanno sviluppato tossine per proteggersi dai mammiferi, compresi gli umani.

 

Le principali tossine dei legumi includono le lectine e gli inibitori alfa-amilasi (presenti anche nei cereali).

 

Ecco alcuni effetti della tossicità dei legumi:

 

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IL DIABETE E IL LEGUMI

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Studio sull’influenza dei legumi nella dieta dei diabetici  di tipo 2

 

Le diverse varietà di Phaseolus vulgaris, come i fagioli borlotti, i fagioli neri e quelli rosso scuro, combinate con riso, sono un cibo tipico in molte zone del mondo, soprattutto nei Carabi, in America Latina, in Medio Oriente e nel Mediterraneo. Studi epidemiologici dimostrano che esiste una relazione tra l’aumento del consumo di fagioli e la diminuzione di tassi di prevalenza di malattie croniche, incluso il diabete di tipo 2.

 

Negli Stati Uniti, i Centri per il Controllo delle Malattie calcolano che 25,8 milioni di persone, ossia circa l’8% della popolazione, soffrono di diabete di tipo 2 mellito. Detta percentuale è superiore nei Latini (11,8%), e negli Afro-Americani (12,6).

 

I cambiamenti nell’alimentazione e nello stile di vita, sono il primo passo che raccomandano le principali autorità sanitarie come intervento per la prevenzione e il controllo del diabete di tipo 2. Nonostante i noti benefici di questi due fattori, generalmente si trascurano le raccomandazioni sul cambiamento d’alimentazione. Di fatto, la difficoltà dei diabetici ad adattarsi alle indicazioni dietetiche, è una delle preoccupazioni frequentemente riportate, soprattutto per quanto riguarda le popolazioni di Latini e degli Afro-Americani con diabete di tipo 2.

 

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ITALIA CAPOFILA PER LE STRATEGIE VACCINALI A LIVELLO MONDIALE – 29.09.2014.- [AIFA]

Per non dimenticare

 

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Da Sinistra: Ranieri Guerra, Consigliere Scientifico Ambasciata a Washington, il Presidente dell’AIFA Sergio Pecorelli, Bill Corr, UnderSecretary for Human Health Services (HHS), il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il Vice Ambasciatore italiano a Washington, Ministro Luca Franchetti Pardo

 

 

lunedì 29 settembre 2014

 

Comunicato n. 387                                                                                       29 settembre 2014

  

ITALIA CAPOFILA PER LE STRATEGIE VACCINALI A LIVELLO MONDIALE

 

  • La nomina alla Casa Bianca alla presenza di Barack Obama
  • Il Ministro Lorenzin e il Presidente AIFA Pecorelli: “Importante riconoscimento scientifico e culturale internazionale per il nostro Paese”
  • Italia impegnata con scuole e Atenei a formare studenti e insegnanti su importanza vaccinazioni e corretti stili di vita

Washington, 29 settembre 2014 – L’Italia guiderà nei prossimi cinque anni le strategie e le campagne vaccinali nel mondo. È quanto deciso al Global Health Security Agenda (GHSA) che si è svolto venerdì scorso alla Casa Bianca.

 

Il nostro Paese, rappresentato dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, accompagnata dal Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) prof. Sergio Pecorelli, ha ricevuto l’incarico dal Summit di 40 Paesi cui è intervenuto anche il Presidente USA Barack Obama.

 

È un importante riconoscimento scientifico e culturale all’Italia, soprattutto in questo momento in cui stanno crescendo atteggiamenti ostili contro i vaccini – ha dichiarato il prof. Pecorelli -.

Dobbiamo intensificare le campagne informative in Europa, dove sono in crescita fenomeni anti vaccinazioni. Si tratta di un’operazione che l’Italia intende condurre con il coinvolgimento attivo di tutti gli attori, incluse le Università. Per prevenire la diffusione di malattie da tempo eradicate nei paesi occidentali e che, oltre all’impatto drammatico che hanno su decessi e patologie evitabili, impongono costi rilevanti ai sistemi sanitari”.

 

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UN CARDIOCHIRURGO DI FAMA MONDIALE CI ILLUMINA SU CIÒ CHE PROVOCA REALMENTE LE MALATTIE CARDIACHE

cardiologo Dr. Dwight Lundell

Dr. Dwight Lundell

 

 

Noi medici con tutta la nostra formazione, la conoscenza e l’autorità spesso acquisiamo un ego piuttosto grande che tende a rendere difficile ammettere che abbiamo torto. Così, eccomi qui. Ammetto di aver sbagliato. Da cardiochirurgo con 25 anni di esperienza, dopo aver effettuato oltre 5.000 interventi chirurgici a cuore aperto, oggi è il mio giorno per riparare al torto fatto come medico e scienziato.

 

Ho studiato per molti anni con altri medici importanti etichettati come “opinion makers” (autorità del settore). Bombardati continuamente dalla letteratura scientifica, frequentando seminari di formazione, noi professionisti, abbiamo insistito che le malattie cardiache sono semplicemente il risultato della presenza di colesterolo nel sangue.

 

L’unica terapia accettata era prescrivere farmaci per abbassare il colesterolo e una dieta che limita fortemente l’assunzione di grassi. La limitazione di quest’ultimo, naturalmente, abbiamo creduto potesse far abbassare il colesterolo e quindi le malattie cardiache. Deviazioni da queste raccomandazioni sono sempre state considerate eresia e potrebbero apparire come negligenza medica.

 

Non funziona!

 

Queste raccomandazioni non sono più scientificamente e moralmente difendibili. La scoperta pochi anni fa che l’infiammazione della parete arteriosa è la vera causa delle malattie cardiache, sta lentamente portando ad un cambiamento di paradigma nel modo in cui le malattie cardiache e altre malattie croniche saranno curate.

 

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