Archivi categoria: Pensieri e parole

COLUI, CUI MANCA LA SAPIENZA, CHE NE FARÀ DELL’INTELLIGENZA?

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Colui, cui manca la sapienza, che ne farà dell’intelligenza?  

 

A che serve lo specchio a chi è privo d’occhi?

 

 

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C’È UN PRECISO MOMENTO DELLA SERA…

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C’è un preciso momento della sera,

quando l’acqua diventa dello stesso colore dell’aria,

in cui tutto sembra poter accadere.

 

Un desiderio espresso in quell’istante sulla terra

non potrebbe che salire verso il cielo.

 

 

ALLAH HA FATTO SI CHE TRE COSE GIUNGESSERO ALLA PERFEZIONE NELL’UOMO

 

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Gli arabi hanno un proverbio secondo il quale Allah ha fatto si che tre cose giungessero alla perfezione nell’uomo: la mano del cinese, il cervello dell’europeo, la lingua dell’arabo.

 

(Peter Bamm)

MAMMA … PER TUTTA LA VITA … E PER SEMPRE!

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...Sai mamma cosa accade un giorno?

Ci crescono le ali e diventiamo farfalle,

voliamo nell’aria e poi ancora piu’ in alto, verso il cielo.
Ci trasformiamo in gabbiani,

attraversiamo l’arcobaleno di tanti colori

e andiamo a mangiare lo zucchero filato delle nuvole.  
Sara’ bellissimo!
Poi torniamo “come di prima”,

ridiventiamo io Lorenzo e tu mamma Chiara;

corriamo veloci e andiamo a giocare coi bambini felici

su un prato grandissimo, dove crescono i fiori colorati

che piacciono tanto alla Sofia.
Li non esistono piu ‘ bambini tristi e arrabbiati,

sono tutti quanti allegri e sorridenti. 
Ti ricordi cosa ti ho detto l’altra volta?
Sul mio cuore c’è ‘ scritto mamma 
e be’…in verita’…ci sono scritti tutti i nomi delle persone a cui voglio bene, 

PERO’… MAMMA… e ‘ scritto proprio tanto grande e non si cancella mai! 

Invece sul tuo cuore c’e ‘ scritto il mio nome: 
L O R E N Z O!!!
Lo sai che vuol dire questo? 
Vuol dire che… 
staremo sempre insieme!!!
Questa volta, la prossima… 
sempre, sempre insieme. 

Per tutta la vita e per sempre!

 

Dolce notte mammina. Ti amo…

 

Ti amo anch’io Lori.

 

 

LA PIETRA DELLO SCANDALO – ECCO L’ANTICA E SORPRENDENTE ORIGINE DI QUESTA DIFFUSISSIMA ESPRESSIONE.

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La pietra dello scandalo presente nella Loggia del Mercato Nuovo, a Firenze (popolarmente è conosciuta come la Loggia del Porcellino)

 

LA PIETRA DELLO SCANDALO: SIGNIFICATO

Spesso usiamo, o sentiamo, l’espressione “ESSERE LA PIETRA DELLO SCANDALO”: perché, da cosa nasce e cosa c’entra la pietra?

Nell’antica Roma, i debitori insolventi ed i falliti dovevano subire una forte e pubblica umiliazione.

Questa pratica, con valore legale, era così chiamata “labonorum cessio culo nudo super lapidem” (cessione delle proprietà con sedere nudo sopra la pietra).

In quella circostanza, i commercianti disonesti, i debitori o falliti, venivano esposti ad una pubblica umiliazione.   Dovevano pronunciare apertamente, ed urlando, la seguente frase: “cedo bona” o “cedo bonis

Essa consisteva nel fatto che, davanti a tutti, per tre volte, l’interessato doveva gridare il: “cedo bona”, ossia “cedo le mie proprietà”,   ossia alla cosiddetta “cessione dei beni, a natiche denudate, sopra una pietra”, mentre si sedeva con violenza, e con le vesti alzate, sulla pietra, con su scolpito un leone, che a Roma era davanti al Campidoglio, tutto ciò di fronte ad una folla che lo scherniva….

L’origine di questa espressione, ancor oggi molto in uso, è quindi questa esposizione al pubblico ludibrio in forma altamente sconveniente ed alquanto ridicola. Ciò fatto i creditori però non potevano più rivalersi sul debitore se non sui beni ceduti.

Eppure l’esser costretti a questa forte pubblica umiliazione era in realtà un notevole miglioramento voluto da Giulio Cesare, che rimpiazzò una delle Leggi delle XII tavole che permettevano ai creditori addirittura di uccidere il debitore o ridurlo in schiavitù, secondo l’istituto della “manus iniectio” che assoggettava il debitore che, a quel punto, era completamente alla mercé del creditore.

Questa usanza si diffuse in tutti i territori governati da Roma e durò molto a lungo… anche dopo la fine dell’Impero.

Da essa poi sembra anche che sia nata l’altra espressione, anch’essa diffusissima e popolare, “che culo” in riferimento ad un grosso colpo di fortuna.

PS

Mi immagino, cosa sarebbe questa pietra se fosse in uso ai giorni nostri…minimo avrebbe un usura tale… da dover essere sempre velocemente ripristinata…

In prima fila, con le terga a nudo….i nostri cari politici…

Speriamo che possa ritornare in auge

DETTI SULLE CITTA’ VENETE

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Verona;  la dove:  “son tuti mati” 

 

 

I detti 

 

Venexiani gran signori. (1)

 

Padoàni gran dotori. (2)

 

Visentini magnagati. (3)

 

Veronesi tuti mati. (4)

 

Udinesi castelàni col cognome de fùrlani. (5)

 

Trevisani pan e tripe. (6)

 

Rovigoti bàco e tripe. (7)

 

I Bresciani taja cantoni. (8)

 

ghe ne anca de pì tristi

 

i xé i Mantoàni tuti stinchi. (9)

 

e i Bergamaschi  brusacristi. (10)

 

Rustico rapporto fatto nel XVI° secolo da Angelo Ruzzante (attore, Padova 1502-1542) ad Andrea Gritti, suo Serenissimo Doge di Venezia.

 

PS

 

E Belun ?

Pòra Belun,  te si proprio de nisun!

 

 

Note:

 

1) – Perchè  allora Venezia  era una delle città  più ricche.

2) – Per la loro Università.

3) – Sembra che, per un lungo assedio degli Ezzelini, abbiamo mangiato anche  i gatti, allora cosa scandalosa perché protetti dalla Madonna.

4) – Per la  “fina” aria che viene dal Lago di Garda e dal Baldo.

5) – Perché già allora avevano  un gran Castello; attenzione: “furlani”  voleva dire imbroglioni e ladroni.

6) – Perché coccoli di Venezia,  non hanno mai avuti grossi problemi.

7) – In quei tempi non godevano di grande stima.

8) – Si diceva che, quando i confini della Serenissima erano da quelle parti, le guardie  bresciane  fuggissero con facilità.

9) – Furbi, scaltri.

10) -Perché non sono mai stati per la Chiesa ed inoltre,  in occasione di alcune scorribande, hanno bruciato  qualche crocefisso.

 

Le prime quattro frasi del “ rapporto del Rizzante” per noi veneti, ed anche per molti altri, sono più che conosciute; il rimanente, e il relativo “vox popoli”, sono il frutto di una ricerca del Montaldi nella zona della “Serenissima”.

 

 

ODE AL CANE

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Il cane mi domanda

e non rispondo.

Salta, corre pei campi e mi domanda senza parlare

e i suoi occhi sono due richieste umide,

due fiamme liquide che interrogano

e io non rispondo, non rispondo perché non so,

non posso dir nulla.

In campo aperto andiamo uomo e cane.

 

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