Cultura varia, Persone e personaggi, Storia, Veneto

LA PITIMA

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Venezia

Temutissima presenza storica con un rigoroso ruolo nella Serenissima: non era un esattore diretto dei debiti ma uno che ne sollecitava il pagamento in modo pubblico. Coloro che avevano un credito e non riuscivano a riscuotere, si rivolgevano ai servigi della Pitima: questa allora seguiva in continuazione il debitore vestita di rosso (un colore facilmente riconoscibile affinché tutti sapessero che il perseguitato era debitore moroso) gridando a gran voce e additando l’insolvente così da gettarlo nell’imbarazzo e farlo cedere per sfinimento fino a saldare le proprie pendenze.

Era una figura istituzionale commissionata dello Stato, reclutata tra le persone povere ed emarginate le quali godevano di assistenza pubblica in mense e ostelli a loro riservati in cambio della disponibilità su richiesta delle istituzioni. Nonostante la comprensibile insofferenza, il perseguitato non poteva in alcun modo nuocere alla Pitima pena pesante condanna.

Per la Serenissima, la cui prosperità era basata sul commercio, la credibilità dei mercanti e armatori, gli impegni tra privati compresi i debiti di gioco, il rispetto delle regole e gli impegni assunti, venivano considerati obblighi primari facenti parte della struttura stessa dello Stato. 

Pur essendo una democrazia avanzata aperta a tutti e a tutte le idee, vigeva un rigore ferreo delle regole sulle quali non si transigeva.

Dagli antichi fasti di Venezia a tutt’oggi, è un termine ancora usato per indicare una persona insistente e molesta: “ti xe na pitima”

Dominio potere e violenza, Persone e personaggi, Società e politica internazionale

SI TRATTERÀ DI TROVARE UN MODO PER RIDURRE LA POPOLAZIONE.

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Jacques Attali

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«In futuro si tratterà di trovare un modo per ridurre la popolazione. Inizieremo dal vecchio, perché non appena supera i 60-65 anni, l’uomo vive più a lungo di quanto produce e costa caro alla società. 

Poi i deboli e poi gli inutili che non portano nulla alla società perché ce ne   di più, e soprattutto finalmente gli stupidi. 

Ce ne sbarazzeremo facendo credere loro che sia per il loro bene. 

Non saremo in grado di fare i test di intelligenza su milioni e milioni di persone, puoi immaginare!

Troveremo qualcosa o lo causeremo, una pandemia che colpisce certe persone, una vera crisi economica o meno, un virus che colpirà il vecchio o l’adulto, non importa, i deboli soccomberanno, i timorosi e gli stupidi ci crederanno e chiederanno di essere curati.

Avremo avuto cura di pianificare il trattamento, un trattamento che sarà la soluzione. 

La selezione degli idioti sarà cosi fatta da sola: andranno al macello da soli».

[Jacques Attali, Il futuro della vita, 1981]

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DA ALTRE FONTI…

La bufala sulla profezia di Jacques Attali in “Il futuro della vita” del 1981

La conferma ci arriva anche da Bufale.net. Quella associata a Jacques Attali in “Il futuro della vita” del 1981 è una serie di concetti buttati lì così, senza un senso logico. E, soprattutto, senza che l’autore li abbia mai citati. Si tratta del post virale che riporta più o meno quanto segue:

“In futuro si tratterà di trovare un modo per ridurre la popolazione. Partiremo dagli anziani, perché non appena supererà i 60-65 anni l’uomo vive più a lungo di quanto produce e costa caro all’azienda”. Inizia così una lunga citazione, che questo post di Facebook , condiviso quasi 400 volte dall’8 aprile 2021, attribuisce a Jacques Attali, ex consigliere del presidente François Mitterrand. Questa pubblicazione menziona anche “i più deboli” e “i più stupidi”, di cui bisogna “sbarazzarsi”, “facendo credere loro che è per il loro bene”.

Al di là di quanto riportato da altre fonti, come accennato prima, anche noi abbiamo fatto ricerche, senza trovare nulla. Non c’è traccia di questa citazione nelle pagine consultate. Il libro non è più disponibile presso l’editore, ma Jacques Attali ha inviato una copia delle pagine che trattano di eutanasia. Ciò corrisponde alle pagine caricate dagli utenti di Internet, e anche alla ricerca dei nostri colleghi di Checknews che avevano già esaminato i commenti allora decontestualizzati sull’allungamento della vita e sull’eutanasia nel 2018.

La citazione è apparsa intorno alla stessa data su diversi forum, prima che lo stesso Jacques Attali si sbilanciasse in prima persona con alcuni media francesi, per alcune frasi a lui attribuite in queste ore in “Il futuro della vita” del 1981:

“Questo testo è totalmente inventato. È ancora più lontano dalla realtà rispetto al precedente testo diffamatorio. Non è affatto vicino al testo iniziale. È come dire che abbia scritto Mein Kampf”.

Testo virale rielaborato, dunque, ed una bufala che in queste ore coinvolge Jacques Attali in “Il futuro della vita” del 1981.

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ATTALI: PROFETA O COSPIRATORE?

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Quello che viviamo da 1 anno è un crimine contro l’umanità, nessuno ne dubita. Questa operazione è stata pianificata dalle “élite” per anni. E se, nonostante tutte le prove che noi giornalisti indipendenti e whistleblower portiamo ogni giorno, c’è ancora un dubbio nella mente di certo, voglio fornirvene un altro indiscutibile visto che compare per intero in un libro di Michel Salomon pubblicato su 1981.

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Jacques Attali

Jacques Attali

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Giudica da solo…

Jacques Attali, 1981, allora consigliere di François Mitterrand, in un libro di interviste di Michel Salomon, disse:

“In futuro si tratterà di trovare un modo per ridurre la popolazione”. Inizieremo con i vecchi, perché una volta superati i 60-65 anni, le persone vivono più a lungo di quanto producono e costano caro alla società.

Poi i deboli, poi gli inutili che non portano nulla alla società perché ce ne saranno sempre di più, e soprattutto infine i più stupidi. Eutanasia che prende di mira questi gruppi; L’eutanasia dovrà essere uno strumento essenziale delle nostre società future, in ogni caso.

Ovviamente non saremo in grado di giustiziare persone o allestire campi. Ce ne libereremo facendogli pensare che sia per il loro bene.

La popolazione troppo numerosa, e per la maggior parte inutile, è qualcosa che ha scelto di essere economicamente troppo costoso. Dal punto di vista sociale, è anche molto preferibile che la macchina umana si arresti bruscamente piuttosto che deteriorarsi gradualmente.

Né saremo in grado di superare i test di intelligenza a milioni e milioni di persone, puoi immaginare!

Troveremo qualcosa che abbiamo scelto dove lo causeremo, una pandemia che prende di mira determinate persone, una vera crisi economica o meno, un virus che colpirà i vecchi o i grassi, poco importa, i deboli soccomberanno, i paurosi e gli stupidi ci crederanno per essere attratti. Avremo cura di aver programmato il trattamento, un trattamento che sarà la soluzione.

La selezione degli idioti si farà così da soli: andranno al macello di propria iniziativa. »

[ Il futuro della vita – Jacques Attali, 1981 ]

Interviste a Michel Salomon, collezione The Faces of the Future, edizioni Seghers.

NB: Per informazione e in risposta a chi se lo chiede, c’era una seconda edizione del libro di Michel Salomon, epurato degli elementi più inquietanti. Le parole citate in questo post e attribuite al benefattore dell’umanità Attali, non compaiono più nella nuova edizione del libro, divenuta stranamente “irrintracciabile”.

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Fonte:  Professione GENDARME   del 14  aprile 2022

Link: https://www.profession-gendarme.com/attali-prophete-ou-conspirateur/

Link: https://www-profession–gendarme-com.translate.goog/attali-prophete-ou-conspirateur/?_x_tr_sl=ru&_x_tr_tl=it&_x_tr_hl=it&_x_tr_pto=wapp

Dominio potere e violenza, Persone e personaggi, Società e politica internazionale

KLAUS SCHWAB … I MANGIATORI INUTILI

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Dalla pagina  105 del libro di Klaus Schwab fondatore del World Economic Forum DAVOS,  pubblicato nel 1993 (John Coleman):
«Almeno 4 miliardi di “mangiatori inutili” saranno eliminati entro l’anno 2050 per mezzo di guerre limitate, epidemie organizzate di malattie mortali ad azione rapida e fame.
L’energia, il cibo e l’acqua saranno mantenuti a livelli di sussistenza per la non-élite, iniziando con le popolazioni bianche dell’Europa occidentale e del Nord America e poi diffondendosi ad altre razze.
La popolazione del Canada, dell’Europa occidentale e degli Stati Uniti sarà decimata più rapidamente che negli altri continenti, fino a quando la popolazione mondiale raggiungerà un livello gestibile di 1 miliardo, di cui 500 milioni  saranno costituiti da razze cinesi e giapponesi, selezionate perché sono persone che sono state irreggimentate per secoli e che sono abituate ad obbedire all’autorità senza domande.» (pagina n. 105)
 

Persone e personaggi, Storia e arte, Veneto

ORIGINI DELLE CARAMPANE

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Nel 1319 morì a Venezia l’ultimo discendente della ricca famiglia dei Rampani; poiché era senza eredi e non aveva fatto testamento, come in uso nella Serenissima, tutti i suoi beni mobili e immobili passarono alla Repubblica che ne fece buon uso.

In contrada di San Cassian, a cavallo tra i sestieri di Santa Crose e San Polo, essendo parte di questi immobili concentrati in questa zona, e per evitare il vedere vecchie prostitute aggirarsi per le calli in cerca di clienti, decisero di confinare tali prostitute in una zona ristretta della città, creando, forse, il primo quartiere a “luci rosse”della storia, dove anche le vecchie prostitute potessero esercitare la loro professione, naturalmente pagando alla Repubblica le relative tasse, la denominazione da ca’ Rampani a Carampane, visti i soggetti a cui vennero assegnate le case, il passo fu breve,

Nella morigerata Serenissima che di certo non era in linea con le attuali teorie “gender” veniva incoraggiato l’esibizionismo delle Carampane per combattere l’omosessualità assai diffusa a Venezia tra il XV e il XVI sec., va detto che i tribunali dell’epoca lavoravano indefessamente per punire le violenze nate da “atti contro natura”, decapitando e bruciando i malcapitati colpevoli.

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Va anche detto che nel Settecento i veneziani volendo incrementare il turismo (anche sessuale) nella città, le prostitute giovani e belle poterono esercitare nel cuore di Venezia mentre a Ca’ Rampani rimasero solo le più anziane, che vivevano relegate come in ospizio continuando, se potevano, il loro antico mestiere a modicissimi prezzi imposti dal Governo, però con l’assoluta proibizione di mettere il naso per strada perché sgradevoli alla vista.

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IL MEDICO DELLA PESTE,  LA PIÙ INQUIETANTE DELLE MASCHERE VENEZIANE

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Il Medico della Peste è sicuramente la più inquietante delle maschere di carnevale veneziane

Negli ultimi anni, la maschera del Medico della Peste è diventata molto conosciuta, quasi pop, grazie soprattutto a videogiochi di successo come Assasin’s Creed e diversi film. Nell’universo Steampunk, se ne trovano molte versioni. Grazie a questa popolarità, il Medico della Peste, un tempo simbolo terribile di morte e disperazione, viene oggi scelto come costumecosplay o vestito di Halloween.

 Ma com’era e a cosa serviva davvero la maschera del Medico della Peste?

Sappiamo poco sulle origini, ma è noto che la figura del Medico della Peste era diffuso in tutta Europa già nel medioevo. Nel XVII secolo, un famoso medico francese, Charles de Lorme, perfezionò la maschera del Medico della Peste, conferendole l’aspetto che conosciamo.

Questa era una maschera pratica, cioè veniva usata effettivamente dai dottori e chirurghi come uniforme medica per proteggersi dal morbo quando andavano a visitare i malati di peste. 

Il principio era quello di isolare il curante, prevenendo il contatto diretto con i corpi degli appestati. Il vestito, che copriva interamente il Medico della Peste da testa a piedi, era in tela cerata, ben chiusa intorno alla maschera.

La maschera del Medico della Peste copriva il viso con un ovale in cui si aprono due fori tondi, all’altezza degli occhi.

Questi fori erano sigillati da due pezzi di vetro fissati alla maschera. Nella parte inferiore del viso, si allungava un poderoso naso adunco, a mo’ di grosso becco.

Sui lati del “becco”, erano praticati due tagli orizzontali, per far passare l’aria. Il becco veniva poi riempito di erbe aromatiche, così da filtrare e purificare l’aria respirata dal Medico della Peste per evitare il contagio. Secondo la dottrina miasmatico-umorale, il contagio era infatti attribuito all’”aria cattiva”. Possiamo dire che questo fu il primo tentativo di maschera antigas. 

Le mani erano coperte da guanti. La bacchetta, che il Dottore della Peste impugna sempre in tutte le (poche) raffigurazioni antiche, completava l’uniforme. Questa serviva specificatamente a non toccare direttamente i corpi degli appestati.

Il significato profondo del Medico della Peste

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La maschera del Medico della Peste aveva sicuramente un uso pratico ma perché aveva un aspetto così terrificante? Il significato profondo ha probabilmente a vedere con la superstizione e la concezione antica della malattia, più che con le necessità materiali dei curanti.

A qui tempi, non si sapeva nulla di microbi o virus, ma si pensava piuttosto che la malattia fosse portata dagli spiriti, o “influenze negative” che causavano disordine negli umori del paziente. La maschera serviva da una parte a impedire che gli spiriti, attraverso l’aria, entrassero nel corpo del medico e, dall’altra, a spaventarli e scacciarli.

Il Medico della Peste come costume di carnevale, oggi e ieri

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La maschera del Medico della Peste finì per diventare sin dai tempi antichi, un vero costume di carnevale. Come spesso succedeva, il costume aveva un significato apotropaico, ovvero serviva a evocare il male (o meglio, il ricordo del male) per vincerne la paura recondita che tutti nutrivano. 

Il giorno di martedì grasso a Venezia, gruppi di Medici della Peste sbucavano dalle calli, ricordando ai passanti di tornare a più miti costumi, dopo settimane o mesi di bagordi sregolati. Una goliardata, certo, ma al contempo un’usanza che alludeva a una comune coscienza dei terribili anni in cui la peste martoriava la popolazione di Venezia. Una sorta di memento mori durante l’ultimo giorno di carnevale. 

In tutta Europa e specialmente a Venezia, la peste si ripresentava continuamente. Famose sono le pestilenze del 1630 e ancor di più quella del 1575, che sterminò un terzo della popolazione veneziana!

La memoria di tutto questo ormai è perduta, e grazie alla moderna medicina, non possiamo più capire fino in fondo l’angoscia profonda che la maschera del Medico della Peste suscitasse nei secoli passati.

Oggi il Medico della Peste è solo una delle tante maschere di carnevale veneziane o costume di Halloween. Eppure, il suo aspetto terrificante riesce ancora a suscitare un misto di curiosità e inquietudine. Non è un caso che si ritrovi in diversi film e altri prodotti popolari assolutamente contemporanei come i videogiochi. 

Nel modo colorato e bizzarro dei costumi cosplay, il Medico della Peste si ripresenta in varie versioni, anche se spesso più simile ad un uccello terrificante che all’originale. 

Proprio da una fusione tra un Medico della Peste e un corvo nasce poi la versione steampunk della maschera. In effetti, la forza evocativa del Medico della Peste si adatta perfettamente all’universo decadente e corrotto dell’universo steampunk. 

Per noi mascherai di Ca’ Macana, è interessante che la maschera del Medico della Peste continui ad affascinare e incuriosire anche a secoli di distanza dal suo effettivo uso nella vita quotidiana. Per questo, siamo contenti di riproporla tra le maschere decorative e come costume di carnevale.

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Fonte: da CA MACANA.. Maschere di carnevale veneziane

Link: https://www.camacana.com/it/

Conoscenza, Cultura varia, Persone e personaggi

POI CI SONO LORO … I FOLLI.

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Dedicato ai folli, a chi ha lasciato la comoda sedia della sicurezza, a chi ha abbandonato il vialetto di casa, a chi non è stato compreso…

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“Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà l’intera vita a credersi stupido”.
Albert Einstein

Molti imprenditori, rivoluzionari, ora miliardari, considerati geni innovatori, hanno abbandonato gli studi. Hanno preso la porta prima che fosse ora di prenderla. Hanno sfondato la porta quando la porta era chiusa a chiave.

Chi li conosceva mentre uscivano sgommando dal loro vialetto?

Chi li conosceva quando abbandonavano il college fra gli improperi dei padri e le delusioni sempiterne delle madri?

E ora forse li conosciamo? Li conosciamo davvero?

I loro genitori li conosceranno, ora, li riconosceranno?

Ci sono tante persone fortunate là fuori, tutto per bene, in orario, persone perfettamente cronologiche, una scalata di sì ai voti e ai sentimenti.

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Natura e scienza, Persone e personaggi

MONEY, IL PEDOFILO CHE HA INVENTATO L’IDENTITA’ DI GENERE… E ROVINATO MOLTE PERSONE

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John William Money

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Lo psicologo neozelandese fece un esperimento che doveva dimostrare che cambiare sesso porta a una vita felice: fu un disastro che portò al suicidio le sue vittime

L’altro gigante cui dobbiamo la nostra idea di sessualità, essendo il primo l’entomologo stupratore Kinsey, è il pedofilo Money, che ha distrutto un bambino e la sua famiglia, che ha fatto castrare un bambino sano, ha abusato di lui e del fratello ancora bambini, li ha spinti entrambi al suicidio.

Memorizzate questo nome, non è difficile, basta pensare a denaro, perché Money è presentato come un eroe del pensiero e della libertà umana sui testi attualmente usati in molte facoltà di sociologia, antropologia, psicologia e pedagogia, o forse tutte.

John William Money (1921-2006) è stato uno psicologo e sessuologo neozelandese, specializzato nella ricerca nell’ambito dell’identità di genere, in effetti l’ambito dell’identità di genere lo ha inventato lui, quindi, forse specializzato è un termine riduttivo.

Money era il sessuologo, o meglio un fuckologists, per usare il suo memorabile termine, che ha rivoluzionato la sessuologia, rivoluzionandone anche i termini, insieme a Kinsey ne è il padre fondatore. Ne ha rifondato anche il linguaggio, come è ovvio che sia, perché dove non esistono le parole, non possono esistere i concetti. I concetti assurdi non hanno parole che li indichino, quindi chiunque stravolga la realtà deve creare un linguaggio: quello che Orwell definisce neolingua. I termini “orientamento sessuale”, “identità di genere”, e da quando questi termini esistono si è creata un’ideologia che li giustifica, “parafilia” (termine neutro che sostituisce “perversione”) sono i più noti. […] Sempre suo è fuckology, la scienza dello scopare, per indicare la sessuologia, termine che purtroppo non ha avuto successo ed è un peccato: la sessuologia non ha mai studiato il sesso, che è il più grande dono di Dio, crescete e moltiplicatevi, grazie al quale la vita nasce e dalla passione nasce la tenerezza. La cosiddetta sessuologia è fuckology, come affermato dal suo stesso fondatore, osannato come un eroe del pensiero in tutte le facoltà di sessuologia del mondo. […]

Money vivacchiò in ambiente accademico, giocherellando con le sue strampalate idee, che il concetto di “sesso” si riferisca esclusivamente alle caratteristiche biologiche che differenziano gli uomini e le donne, mentre il “genere” si riferisce a una costruzione sociale slegata dal sesso. La bizzarra teoria secondo la quale che l’identità di una persona non si basa sul sesso biologico, ma sugli influssi dell’ambiente in cui cresce, compare già nel saggio di Simone de Beauvoir “Il Secondo Sesso”, con l’affermazione che “non si nasce femmina, lo si diventa”, e degli studi antropologici di Margaret Mead.

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Persone e personaggi

E’ MORTO L’EX GIUDICE FRANCESCO ROSE, IL “PROFESSORE”  DI MORENA SUD

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Francesco Rose

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Mercoledì 23 Febbraio 2022 

Aveva 91 anni. Lottò per l’urbanizzazione della borgata sorta abusivamente negli anni ’60 a ridosso della via Anagnina. Grazie a Petroselli riuscì ad ottenere i servizi per il quartiere. E’ stato magistrato tributario fino al 2005.

Roma – 23 feb 2022

Aveva 91 anni. Lottò per l’urbanizzazione della borgata sorta abusivamente negli anni ’60 a ridosso della via Anagnina. Grazie a Petroselli riuscì ad ottenere i servizi per il quartiere. E’ stato magistrato tributario fino al 2005. 

E’ morto nell’ospedale di Frascati, a seguito di una emorragia cerebrale, l’ex giudice tributario Francesco Rose. Aveva 91 anni. Il giudice Rose è stato anche coordinatore del Massimario della Commissione Regionale Tributaria del Lazio e, in precedenza, presidente di due Unità sanitarie locali: l’ex Usl Roma 10 e l’ex Usl Roma 15. Nato il 2 agosto del 1930 a Grimaldi, il dottor Rose ha vissuto l’infanzia a Cosenza, nella centralissima via Giuseppe Campagna, di fronte alla Cattedrale. 

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IL FANTASMA DELLA MOGLIE DI MARCO POLO

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Marco Polo, famoso mercante veneziano nato nel Tredicesimo secolo, durante il suo viaggio in Cina si innamorò di una delle figlie dell’Imperatore. I due riuscirono a sposarsi e poco dopo tornarono insieme a Venezia.

In città, però, la giovane dovette fare i conti con le sorelle dell’uomo, donne invidiose e gelose di quella bella ragazza asiatica che aveva rubato il cuore del loro amato fratello.

Quando Marco Polo, nel 1298, fu catturato dai Genovesi durante una battaglia, le donne dissero alla principessa che il marito era morto nonostante non fosse vero.

Per l’immenso dolore, la giovane dette fuoco ai suoi abiti e si lanciò da una delle finestre della loro casa morendo sul colpo.

Secondo quanto si racconta, se di notte si passa in corte del Milion, proprio dove un tempo c’era la casa dei Polo, si può intravedere la sagoma di una giovane donna vestita di bianco che canta canzoni orientali e vaga per il cortile.

LEGGENDA E REALTÀ

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Corte del Milion

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Della moglie cinese di Marco Polo non esiste documentazione certa. Tuttavia nel 1998, durante i lavori di ristrutturazione delle fondazioni del Teatro Malibran, costruito sul luogo della casa di Marco Polo distrutta da un incendio nel 1597, furono ritrovati dei resti umani appartenenti ad una donna asiatica. Con gli antichi resti emerse anche un corredo di oggetti orientali, compreso un diadema imperiale che reca lo stemma di Kublai Khan, imperatore della Cina nel tardo 1200.

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Da venetoinside

Link. https://www.venetoinside.com/it/aneddoti-e-curiosita/post/il-fantasma-della-moglie-cinese-di-marco-polo/

Link: http://www.veneziatiamo.eu/Cortesecondadelmilion.html